Un gel per aggiustare il cuore - P&R online 24/04/2012
Una soluzione a metà fra una toppa e uno stimolatore naturale. Si tratta dell'invenzione di un team di bioingegneri della Jacobs School of Engineering dell'Università della California di San Diego, che hanno messo a punto un trattamento potenzialmente rivoluzionario per la cura delle patologie a carico del cuore.
I ricercatori hanno ideato un gel a base d'acqua che può essere iniettato direttamente nel cuore e, grazie a piccole percentuali di tessuto connettivo cardiaco al suo interno, è in grado di stimolare la rigenerazione tissutale delle zone danneggiate e prevenire ulteriori perdite.
Per ottenere il tessuto nuovo - si legge nelle pagine del Journal of the American College of Cardiology che ospitano la ricerca – i ricercatori lavorano su pezzetti di muscolo cardiaco, sottoponendoli a un processo di pulizia, di liofilizzazione e di polverizzazione, prima di essere sciolti in un fluido da iniettare nel cuore. A contatto con l'organismo, lo shock termico trasforma la sostanza in un gel semisolido e poroso, che spinge le cellule a ripopolare le aree danneggiate del cuore.
La sostanza è iniettabile anche attraverso un catetere, il che semplifica molto le cose e rende superfluo un intervento chirurgico, sempre temuto dai pazienti e comunque invasivo. “A oggi, non esiste ancora alcun trattamento stabilito per riparare i danni causati al tessuto cardiaco – ha spiegato Karen Christman del Dipartimento di Bioingegneria dell’università californiana – per cui terapie basate su questo nuovo gel sarebbero uno sviluppo davvero innovativo perché esso può promuovere una positiva risposta di rimodellamento nel cuore danneggiato. La maggior parte delle tecniche che sono state sviluppate negli anni sono state testate su topi o altre cavie. Queste di solito prevedono iniezioni via ago o siringa, ma non vanno bene per la somministrazione via catetere, perché solidificano troppo in fretta, bloccando lo strumento a metà della procedura”.
La tecnica è stata testata su modello animale mostrando di non causare rigetto né aritmie, il che lascia supporre un suo prossimo impiego anche sull'uomo.
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