Articoli Medicina del Lavoro - P&R Public
Anno 5, Trimestre 1
20.03.2015
SICUREZZA SUL LAVORO: SE LA PRODUTTIVITÀ PASSA ANCHE ATTRAVERSO LA SALUTE DEI LAVORATORI
 
 
Catena F.

Autori   [Indice]

Catena Fabio
 
Responsabile della Formazione – Area HR presso la Business School Meliusform
 
 
Citation: Catena F. Sicurezza sul lavoro: se la produttività passa anche attraverso la salute dei lavoratori. Prevent Res, published on line 20 Mar. 2015, P&R Public 77.
Available from: http://www.preventionandresearch.com/

Abstract   [Indice]

Il presenta articolo mostra i risultati emersi dallo studio pubblicato dall’Osservatorio Europeo dei Rischi che ha il compito di identificare i rischi nuovi ed emergenti per la salute e la sicurezza, migliorando l'efficienza e la rapidità d'intervento e di prevenzione.
Lo studio mette in evidenza come la promozione della salute nei luoghi di lavoro porta a numerose conseguenze positive quali un minore avvicendamento di personale e meno assenteismo, motivazione e produttività maggiori, miglioramento dell'immagine del datore di lavoro riconosciuto come un'organizzazione positiva e attenta al benessere del personale.

Parole chiave: ERO, lavoratori, salute nei luoghi di  lavoro.

Testo   [Indice]

La sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro è oggi un tema mainstream entrato di diritto nell'agenda politica dell'Unione Europea. L'Europa si è infatti dotata dell'EU-OSHA, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, al cui interno agisce l'Osservatorio europeo dei rischi (ERO) (https://osha.europa.eu/en/riskobservatory). L'obiettivo dell'ERO è di identificare i rischi nuovi ed emergenti per la salute e la sicurezza, migliorando l'efficienza e la rapidità d'intervento e di prevenzione.
A gennaio 2015, l'Osservatorio ha pubblicato i primi risultati del suo Esener (Second European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks), un rapporto inteso ad analizzare e valutare le misure di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro dei 28 stati membri della Comunità (1).
Dalla pubblicazione ancora parziale del rapporto emergono comunque dei dati interessanti, che descrivono le nuove sfide imposte da uno scenario in costante evoluzione come quello lavorativo attuale.
Il primo dato è che la forza lavoro europea è piuttosto avanti con l'età: il 21% delle 50mila imprese interpellate ha dichiarato di avere più di un quarto della forza lavoro di età superiore ai 55 anni.
Le risposte date al questionario riflettono inoltre la crescita costante del settore dei servizi e del lavoro di tipo impiegatizio, che determinano anche i rischi per la salute più diffusi. Il fattore di rischio più elevato è infatti il contatto con il pubblico, in particolare con clienti, studenti e pazienti. Al secondo posto ci sono le mansioni faticose e stressanti e al terzo i movimenti ripetitivi con le mani o al massimo le braccia. Non salgono invece sul podio i fattori di rischio che in passato incidevano maggiormente, come gli incidenti con i macchinari (4° posto), il contatto con gli agenti chimici pericolosi (8° posto) o le temperature troppo alte/troppo basse (10° posto).
Per quanto riguarda la sensibilità dei datori di lavoro verso il tema della sicurezza, i risultati appaiono piuttosto incoraggianti. Il 76% degli stabilimenti esegue la valutazione dei rischi (risk assessment), e le aziende più virtuose sono quelle di grandi dimensioni. Comincia ad affermarsi la consapevolezza che il miglior modo per prevenire i rischi sia affidarsi al personale interno per la prevenzione della sicurezza, ma in questo l'Italia non sembra brillare, visto che è il Paese dove è più elevata l'efficienza nel risk assessment e dove minore è il contributo dato a quest'ultimo dal personale interno. Danimarca, Svezia e Regno Unito sono invece i tre Stati in cui il contributo alle misure di sicurezza da parte delle risorse interne è più elevato.
Significativa, infine, l'indagine sulle ragioni che spingono i datori di lavoro ad affrontare il tema della sicurezza sul lavoro. Al primo posto tra le motivazioni c'è quella di ottemperare agli obblighi di legge. Al secondo posto l'andare incontro alle aspettative dei lavoratori o dei loro rappresentanti. Al terzo posto la volontà di evitare multe da parte dell'Ispettorato del lavoro. Subito dopo, l'esigenza di conservare la reputazione dell'azienda e solo alla fine la volontà di mantenere o aumentare la produttività.
Stranamente, quest'ultimo punto è ancora poco percepito dai datori di lavoro come un vantaggio reale delle politiche di sicurezza. Eppure, numerosi studi hanno dimostrato che il benessere percepito dai lavoratori è direttamente proporzionale alla produttività. Ad affermarlo è la stessa EU-OSHA, che spiega come “la promozione della salute nei luoghi di lavoro porta a numerose conseguenze positive quali un minore avvicendamento di personale e meno assenteismo, motivazione e produttività maggiori, miglioramento dell'immagine del datore di lavoro riconosciuto come un'organizzazione positiva e attenta al benessere del personale” (1).
Anche se la realtà è ancora lontana dall'abbracciare in modo incondizionato questi postulati, le teorie del management aziendale si sono già evolute in tal senso. Ecco perché i percorsi formativi di alto livello, come i master della Business School italiana Meliusform (http://www.meliusform.it/contenuti.asp?id=68) riservati agli addetti HR o ai consulenti del lavoro, includono ormai diverse lezioni dove il tema della sicurezza viene trattato in modo trasversale insieme ad altri temi specialistici. Se l'obiettivo è quello di aumentare la produttività e se è stato ormai dimostrata l'inefficacia dei metodi coercitivi, è naturale che il focus sul benessere dei lavoratori – che passa anche attraverso la sicurezza – sia essenziale nel percorso formativo manageriale. E se master o corsi di specializzazione forgiano la classe dirigente del futuro, corsi di formazione specifici e, in molti sistemi legislativi, anche obbligatori contribuiscono a diffondere la cultura della sicurezza presso gli attuali dirigenti o capi d'azienda e stimolano il coinvolgimento dei lavoratori, migliorando le condizioni di lavoro e salute nelle aziende.

Bibliografia   [Indice]

1.EU-OSHA. (2015). Second European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks. Available from: https://osha.europa.eu/en/publications/reports/esener-ii-first-findings.pdf

Autore di riferimento   [Indice]

Fabio Catena 
Responsabile della Formazione – Area HR presso la Business School Meliusform

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