Scoperto il punto debole delle cellule tumorali


Le cellule tumorali hanno un punto debole: il telomero. E' la porzione estrema del cromosoma che in queste cellule si altera, rendendole sensibili all'azione dei farmaci.
La scoperta è dell' Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma
 che studia da tempo i telomeri e i suoi componenti quali potenziali bersagli terapeutici per il trattamento dei tumori umani.
Lo studio
 ha rivelato il meccanismo attraverso il quale i farmaci riescono a riconoscere - e di conseguenza uccidere - esclusivamente le cellule tumorali, lasciando intatte quelle sane. 
I telomeri sono porzioni di Dna che si trovano alle estremità dei cromosomi e per la loro funzione possono essere considerati l'orologio biologico della cellula; si accorciano ogni volta che la cellula si divide sin quando, divenuti criticamente corti, inducono un blocco della duplicazione e avviano la cellula verso un processo chiamato senescenza. A contrastare questo fenomeno del tutto normale, ed evidentemente connesso con l'invecchiamento cellulare, è la telomerasi, un enzima in grado di sintetizzare nuove sequenze telomeriche, allungando di fatto la vita cellulare. Nelle cellule tumorali la telomerasi continua ad agire con efficienza rendendole sempre giovani e quindi 'immortali'. Al contrario, nelle cellule normali la telomerasi con gli anni si indebolisce fino a sparire. Gli studi sulla telomerasi e sui telomeri offrono filoni di ricerca interessanti per influenzare il processo di invecchiamento delle cellule tumorali.
I ricercatori hanno identificato diverse molecole capaci di legare una particolare struttura dei telomeri, chiamata G-quadruplex, e pertanto di bloccare l'accesso della telomerasi. I risultati ottenuti hanno chiaramente dimostrato che questa molecola non è un semplice inibitore della telomerasi, ma è in grado di distruggere rapidamente l'architettura dei telomeri determinando alterazioni citogenetiche che portano all'attivazione della morte cellulare programmata per apoptosi. Nello studio si èvidenziato che a rendere le cellule tumorali particolarmente sensibili all'azione di tali farmaci è la presenza di telomeri alterati.
I ricercatori hanno creato un telomero artificialmente non funzionale nelle cellule sane e tali cellule sono diventate sensibili al trattamento. Hanno inoltre individuato dei marcatori molecolari, come la proteina H2ax attiva, grazie ai quali è possibile identificare il grado di danno al Dna telomerico di una cellula tumorale, che rende le cellule suscettibili al trattamento. Tali marcatori potranno essere utilizzati in clinica per identificare i pazienti che risponderanno a farmaci antitumorali che danneggiano le estremità dei cromosomi.

Fonte: 
http://nar.oxfordjournals.org/

Simone De Sio
Alessandra Di Marzio