Sclerosi multipla, un farmaco frena la 'riduzione' del cervello


Sono circa 2,3 milioni le persone affette da Sclerosi multipla (Sm) nel mondo e l'impatto peggiore della malattia, per loro, è rappresentato dalla perdita progressiva dei movimenti e della memoria.
Ora però è stata individuata una molecola chiamata 
fingolimod che, agendo sul cervello e proteggendolo, si sarebbe dimostrata in grado di rallentare i sintomi e la progressione della disabilità nei pazienti. 
Secondo i ricercatori, gli studi hanno dimostrato che il nuovo farmaco fa diminuire significativamente la perdita di volume del cervello nei pazienti, riducendo così nel lungo termine la progressione della disabilità nella Sm. Normalmente, spiegano gli esperti, il cervello si restringe con l'età in ogni individuo. Nei malati di Sm, tuttavia, tale restringimento avviene con una velocità di 3-5 volte superiore. La perdita di volume cerebrale, inoltre, nella Sm inizia molto presto, anche prima che i sintomi si manifestino, ed è associata con una perdita di funzioni fisiche (movimenti) e cognitive (memoria).
Secondo le nuove ricerche, però, il farmaco (somministrato come terapia orale) avrebbe un impatto sul decorso della Sm di tipo remittente - la forma più diffusa - con un'alta efficacia rispetto ai quattro parametri chiave normalmente utilizzati per 'misurare' il livello di attività della malattia, ovvero ricadute, lesioni rilevate dalla risonanza magnetica, perdita di volume cerebrale e progressione della disabilità. La molecola, in particolare, agisce in maniera duplice: impedisce alle cellule che causano infiammazioni localizzate di raggiungere il cervello e, allo stesso tempo, penetra nel sistema nervoso centrale, riducendo il danno già diffuso. Le nuove analisi effettuate, dimostrano che i pazienti trattati continuativamente con il farmaco per 6 anni hanno un tasso costantemente basso di perdita di volume cerebrale. I dati dello studio evidenziano infatti che il tasso di perdita di volume cerebrale nei pazienti trattati è rimasto stabile durante 6 anni di osservazione con valori da 0,33% a 0,46%: un valore vicino a quello delle persone sane, mentre nei malati di Sm è tra 0,5% e 1,35% ogni anno.
I ricercatori confermano che la nuova molecola è in sperimentazione anche nella forma di Sm primariamente progressiva e nella Sm pediatrica.

 
Fonte: http://www.msboston2014.org/

Simone De Sio

Alessandra Di Marzio