Newsletter: interesse legale all’1% dal 1° gennaio 2014 e legge di stabilita’ 2014


Il tasso degli interessi legali cala di un punto e mezzo percentuale a partire dal 2014, tornando così ai valori del 2010: a stabilirlo il Ministero dell’Economia e delle Finanze con Decreto del 12.12.2013, pubblicato in G.U. il 13.12.2013.
Il tasso d’interesse legale passa dunque dall’2,5%, in vigore fino al 31.12.2013, all’1% a partire dal 01.01.2014.
La misura del tasso d’interesse legale, nel corso degli anni, ha subito diverse modifiche, ma si ricorda che la variazione non scatta automaticamente ogni anno.
Il tasso d’interesse legale, infatti, è calcolato sulla base:
a) del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi;
b) del tasso di inflazione registrato nell'anno;
 
se tali valori rimangono invariati, anche il tasso d’interesse legale non subisce modifiche.
La riduzione del tasso d’interesse legale ha rilevanza anche fiscale, in particolare per quanto riguarda la procedura del ravvedimento operoso, che consente al contribuente che ha commesso omissioni o irregolarità in sede di versamento dei tributi, di regolarizzare spontaneamente la propria posizione, sempreché la violazione non sia stata già constatata e non siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche.
L’istituto consente di versare contestualmente:
a) il tributo o l’eventuale differenza (se dovuti);
b) la sanzione ridotta;
c) gli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno, a partire dal giorno successivo a quello entro il quale doveva essere assolto l’adempimento, fino al giorno in cui tale adempimento è effettuato.
 
Ciò comporta che i contribuenti che intendano ravvedersi nel 2014 per violazioni intervenute entro il 31.12.2013, dovranno calcolare e poi sommare fra loro:
a) gli interessi calcolati al tasso legale del 2,5% per il periodo che va dal giorno successivo alla data di mancato adempimento fino al 31.12.2013;
b) gli interessi calcolati al tasso legale dell’1% per il periodo che va dall’01.01.2014 alla data di regolarizzazione della violazione.
 
Resta fermo che, per le violazioni intervenute dal 1° gennaio 2014 in poi, si applicheranno esclusivamente gli interessi legali nella nuova misura dell’1%.
II. IMPOSTA DI REGISTRO: LE NUOVE MISURE DAL 1° GENNAIO 2014
Dal 1° gennaio 2014 entreranno in vigore le nuove misure dell'imposta di registro per gli acquisti di immobili: a stabilirlo il D.Lgs. 23 del 14.03.2011 che all'art. 10 prevede alcune modifiche all'art. 1 della tariffa parte I allegata al D.P.R. 131/1986, in vigore all'1.1.2014.
Il recente D.l. 104/2013 (chiamato anche "decreto istruzione" in quanto si occupa principalmente di misure urgenti per la ricerca e l'istruzione) ha apportato ulteriori variazioni al testo normativo, e la sua conversione in Legge 128/2013 ha consolidato le nuove misure.
Con la conversione in Legge del decreto "istruzione", sono confermate le seguenti modifiche all'imposta di registro a partire dal 1° gennaio 2014:
a) quella in misura fissa aumenterà dagli attuali 168 Euro a 200 Euro;
b) quella in percentuale per l'acquisto della prima casa scenderà dal 3 al 2%;
c) quella in percentuale per gli altri trasferimenti immobiliari aumenterà dal 7 al 9%.
 
Inoltre le imposte ipocatastali per il trasferimento a titolo oneroso degli immobili sono dovute nella nuova misura ridotta di 50 Euro. Si ricorda che le nuove aliquote percentuali dell'imposta di registro erano già state previste dal lontano D.lgs. 23/2011 e che il decreto c.d. “istruzione” ha apportato essenzialmente solo queste modifiche: l'aumento dell'imposta di bollo e la nuova misura delle ipocatastali.
Il D.Lgs. 23/2011 ha previsto che dal 1° gennaio 2014 le aliquote dell'imposta di registro saranno solo due:
a) atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi: 9%
b) se il trasferimento ha per oggetto case di abitazione, ad eccezione di quella categoria catastale A/1, A/8 e A/9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II bis: 2%
 
Pertanto, rispetto alle regole attualmente in vigore:
a) l'aliquota sui trasferimenti relativi alla "prima casa" passa dal 3 al 2% (ad eccezione di quelle di categoria A/1, A/8, A/9);
b) l'aliquota sui trasferimenti relativi agli altri immobili da differenziata (tra l'1 e il 15% o fissa a 168 Euro) diventa unica al 9%;
 
con un minimo di 1.000 euro.
Per gli atti di trasferimento soggetti alle nuove aliquote del 2 e 9% sono soppresse tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie, ancorché previste da leggi speciali, tra le quali, ad esempio, quelle previste per i trasferimenti di immobili di interesse storico-artistico, per i trasferimenti di immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati, per i trasferimenti immobiliari a favore della piccola proprietà contadina, ecc..
Le modifiche introdotte all'art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/86, impattano anche sul campo di applicazione dell’agevolazione prima casa, in quanto dall’1.1.2014:
a) non si farà più riferimento alla definizione di immobili “di lusso” di cui al DM 2.8.69;
b) saranno esclusi dal campo di applicazione dell’agevolazione gli immobili rientranti nelle categorie catastali:
a. A1 (abitazione di tipo signorile);
b. A8 (abitazioni in ville);
c. A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).
III. LEGGE DI STABILITA’ 2014
La Legge di stabilità 2014, ovvero la Legge n. 147 del 27.12.2013, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27.12.2013 (sul Supplemento Ordinario n. 87) ed è entrata in vigore dal 1° gennaio 2014.
Nella presente newsletter si riepilogano alcune delle principali novità fiscali in essa contenute.
III.1 WEB TAX
La legge di stabilità 2014 ha previsto che:
a) le società che operano nel settore della raccolta di pubblicità on-line, nella determinazione del reddito d'impresa relativo alle operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato che direttamente o indirettamente le controllano o ne sono controllate, dovranno far riferimento alle regole sul transfer pricing con la possibilità di interpellare le Entrate ricorrendo al ruling internazionale;
b) i soggetti passivi che intendano acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati on line, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana. Gli spazi pubblicitari on line e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (servizi di search advertising), visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio on line attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita IVA rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana. Ciò vale anche nel caso in cui l'operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi e soggetti inserzionisti (nuovo art. 17 -bis, D.P.R. n. 633/1972, la cui applicazione è stata però rinviata al 1° luglio 2014 da parte dell'art. 1, comma 1, D.L. n. 151/2013, c.d. "Decreto Milleproroghe-bis);
c) i soggetti passivi che acquistano servizi di pubblicità on line sono obbligati ad utilizzare il bonifico bancario o postale (o altri strumenti idonei a consentire la tracciabilità dell'operazione) dal quale devono risultare anche i dati identificativi del beneficiario e a veicolare la partita Iva del beneficiario. Un provvedimento delle Entrate stabilirà le modalità di trasmissione in via telematica dei dati necessari per l'effettuazione dei controlli.
 
III.2 NOTAI C/C DEDICATO
E' istituito l’obbligo per i notai e gli altri pubblici ufficiali di provvedere al versamento su un conto corrente dedicato:
a) delle somme dovute a titolo di onorari, diritti, accessori, rimborsi spese e contributi nonché di tributi per i quali lo stesso è sostituto o responsabile d’imposta relativamente agli atti ricevuti o autenticati e soggetti a pubblicità immobiliare o alle attività e prestazioni per i quali gli stessi siano delegati dall’Autorità giudiziaria;
b) di ogni altra somma (anche a titolo di imposta per le dichiarazioni di successione) soggetta all’obbligo di annotazione nel registro delle somme e dei valori ex Legge n. 64/34;
c) dell’intero prezzo o corrispettivo o del saldo di contratti di trasferimento, costituzione, estinzione della proprietà o altro diritto reale su immobili o aziende.
L'obbligo non riguarda la parte di prezzo o corrispettivo oggetto di dilazione, per la quale il versamento sul c/c dedicato dovrà essere effettuato contestualmente al rilascio della quietanza. Le modalità attuative delle nuove disposizioni saranno definite con un apposito DPCM.
III.3 PAGAMENTI TRACCIABILI PER CANONI DI LOCAZIONE
In deroga al limite di € 1.000 per i pagamenti in contanti, previsto all'art. 49 del D.Lgs. n. 231/97, è previsto l’obbligo di effettuare il pagamento dei canoni di locazione di immobili abitativi, a prescindere dal relativo ammontare, con mezzi di pagamento diversi dal contante (ad esempio: bonifico bancario, assegno, ecc.) che ne assicurino la tracciabilità, anche ai fini dell’asseverazione di patti contrattuali per la fruizione, da parte del locatore e del conduttore, di agevolazioni e detrazioni fiscali. Tale disposizione non si applica agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e alle locazioni di immobili strumentali.
Inoltre al fine di contrastare l’evasione fiscale, spetta al Comune l’attività di monitoraggio di tali contratti.
III.4 COMPENSAZIONI CREDITI D’IMPOSTA ≥ 15.000
Una novità importante introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 è l'estensione delle regole sulla compensazione già previste per i crediti IVA superiori a € 15.000 annui anche ai crediti IRPEF (e relative addizionali), IRES, IRAP, ritenute alla fonte, imposte sostitutive per importi superiori a € 15.000 annui. Anche per essi è, infatti, richiesta ora obbligatoriamente l’apposizione del visto di conformità (ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 241/1997) alla dichiarazione da cui emerge il credito.
In alternativa, per le società di capitali con controllo contabile ex art. 2409-bis c.c., il visto di conformità può essere sostituito dalla sottoscrizione della dichiarazione da parte del soggetto che esercita il controllo contabile attestante l’esecuzione dei controlli previsti dall’art. 2, comma 2, DM n. 164/1999. Le nuove regole si applicano già ai crediti d'imposta 2013, utilizzabili in compensazione nel 2014.
Disclaimer: Il presente documento ha esclusivamente natura informativa e non costituisce un parere legale. Le informazioni in esso contenute possono essere non aggiornate o complete.
Per ulteriori informazioni o approfondimenti si invita a prendere contatti con lo studio legale associato Quorum. www. quorumlegal.com