Articoli Medicina Legale - P&R Scientific
Volume 3, Numero 1
29.03.2013
LESIONE DELL'ARTERIA VERTEBRALE E RESPONSABILITÀ CIVILE: L'INGIUSTO ATTACCO AL COLPO DI FRUSTA, LEGGE N.27/12 (G.U. N.71 DEL 24.03.12).
 
 
Perotti S, Bin Paola

Autori   [Indice]

Perotti S1,  Bin Paola2

1Cattedra di Medicina Legale, Università degli studi di Brescia - Piazzale Spedali Civili, 1, 25100 Brescia
2Scuola di Specializzazione in Medicina Legale, Università degli Studi dell'Insubria, sede Brescia

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http://journal.preventionandresearch.com/index.php?PAGE=articolo_dett&ID_ISSUE=737&id_article=6364

Abstract   [Indice]

Le lesioni derivate da un trauma da “colpo di frusta” possono essere, sia pure infrequentemente, associate a complicanze che per gravità non possono non rappresentare oggetto di discussione, oltre che dal punto di vista clinico, anche sul piano medico legale. La dissecazione della arteria vertebrale come conseguenza di un trauma cervicale è un evento raro, che, clinicamente può passare inosservata o presentarsi in modo improvviso con una sintomatologia variegata e costituita dal semplice dolore al collo sino alla comparsa di lesioni ischemiche cerebrali e ictus. La dissecazione arteriosa a carico delle arterie vertebrali può determinare una lesione ischemica sia con meccanismo tromboembolico sia determinando un'insufficienza emodinamica dovuta a stenosi od occlusione.

Rispetto alle modalità lesive sono state avanzate svariate ipotesi idonee a causare la dissecazione delle pareti vasali dell'arteria vertebrale. Tra queste vengono annoverati i microtraumatismi ripetuti, come avviene in alcune mansioni lavorative o in determinati sport, che, agendo su una parete già alterata, determinano la dissecazione. La lesione della parete vasale può anche derivare da un unico trauma, anche di relativa modesta entità, come nel caso del colpo di frusta del rachide cervicale.
Il caso in discussione tratta di un uomo di 43 anni che riportava un colpo di frusta del rachide cervicale a seguito di tamponamento da parte di un autoarticolato, essendo la vittima alla guida del proprio automezzo. Solo a distanza di qualche tempo le immagini dell'angio-RM rivelarono la dissecazione delle pareti dell’arteria vertebrale sinistra con gli esiti di infarto all’emisfero cerebellare destro, corrispondente al territorio della arteria cerebellare postero inferiore. Dal punto di vista ezio-patogenetico la spiegazione presenta ancora aspetti da chiarire e  le relative incertezze che ne derivano, così come l'infrequenza di tali lesioni traumatiche, possono giustificare un comportamento "superficiale" da parte del sanitario che presta le prime cure e che nell'ottica di un trauma banale trascura segni obiettivi e strumentali utili a prevenire la successiva comparsa di complicanze. Tale atteggiamento è talora connesso al fatto che il colpo di frusta cervicale è troppo spesso associato alla ricerca di benefici economici a carattere risarcitorio da parte del paziente con o senza la compiacenza del medico stesso. Tuttavia il persistere di una sintomatologia o l'evoluzione negativa del caso deve far ritenere che non si tratti del "solito colpo di frusta” con finalità lucrative e l'insorgenza di un complesso di sintomi sospetti deve essere presa in seria considerazione prima di tutto sul piano clinico, oltre che, in seconda battuta, sul piano medico-legale. 

Parole chiave: dissecazione arteria vertebrale, colpo di frusta, complicanze rare, valutazione medico legale
 

Autore di riferimento   [Indice]

Silvia Perotti
Cattedra di Medicina Legale, Università degli studi di Brescia - Piazzale Spedali Civili, 1, 25100 Brescia