Articoli Medicina del Lavoro - P&R Scientific
Volume 5, Numero 2
30.06.2015
LAVORATORI CON SINCOPE DOPO IMPIANTO DI PM: VALUTAZIONE DEI RISCHI DI RICADUTA E STIMA DEL DANNO ATTESO
 
 
Lamberti M, Gerardi D, Muoio M, Capogrosso C, Volpicelli M, Covino G, Spacone D, Ratti G, Sannolo N, Garzillo EM

Autori   [Indice]

Lamberti M1, Gerardi D1, Muoio M1, Capogrosso C2, Volpicelli M2, Covino G2, Spacone D2, Ratti G2, Sannolo N1, Garzillo EM1

1Dipartimento di Medicina Sperimentale – Sezione di Igiene, Medicina del Lavoro e Medicina Legale – Unità di Medicina del Lavoro, Seconda Università di Napoli, Napoli, Italia
2Unità di Cardiologia/UTIC, Ospedale San Giovanni Bosco, Napoli, Italia

Abstract   [Indice]

Introduzione
La sincope è uno stato di improvvisa e temporanea perdita di coscienza seguita da un rapido recupero. La perdita di coscienza durante alcune attività può comportare un elevato rischio per la sicurezza nei luoghi di lavoro; ad oggi non ci sono criteri validati per la stratificazione del rischio occupazionale dei lavoratori con sincope. Scopo di questo lavoro è quello di creare un modello di stratificazione del rischio utile per i medici del lavoro per tutelare la salute dei lavoratori dopo ad alto rischio impianto di PM (pacemaker).
 
Materiali e metodi
La popolazione esaminata è composta da 11 lavoratori appartenenti ad un’area che si occupa di emergenza nella città di Napoli, 7 impiegati e 4 piloti di età compresa tra i 25 ei 55 anni che hanno subito l'impianto di PM per sincopi recidivanti refrattari ad altri trattamenti.
Il gruppo di controllo era costituito da 20 lavoratori (stesse categorie professionali) senza storia di sincope.
La stratificazione del rischio dopo impianto di PM è stata effettuata con riferimento al modello Barbic, calcolando l’indice di rischio.
 
Risultati
Nel post-impianto il dato significativo è stato  minor rischio per i soggetti precedentemente considerati ad alto rischio. Dopo l'impianto della PM, l'indice di rischio ha mostrato nei piloti una notevole riduzione del rischio di manifestare una sincope. Dopo l’impianto di PM, gli impiegati sono tornati normalmente al lavoro, vista la bassa probabilità di danno. I piloti sono stati ritenuti non idonei al lavoro per 6 mesi, in conformità con le linee guida ESC. Dopo 6 mesi i piloti, non essendosi verificati episodi sincopali, sono stati considerati idonei per tornare a svolgere il proprio lavoro.
 
Discussione
Il nostro studio dimostra che un modello di stratificazione del rischio può essere utile in medicina del lavoro.
 
PAROLE CHIAVE: pacemaker, sincope, valutazione della capacità di lavoro


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Autore di riferimento   [Indice]

Donato Gerardi
Dipartimento di Medicina Sperimentale – Sezione di Igiene, Medicina del Lavoro e Medicina Legale – Unità di Medicina del Lavoro, Seconda Università di Napoli, Napoli, Italia