Articoli Medicina del Lavoro - P&R Scientific
Volume 3, Numero 4
30.12.2013
Infortuni sul lavoro nel periodo 2002-2011 nei lavoratori del settore petrolchimico: considerazioni sul fenomeno e misure preventive
 
 
Di Giacobbe A, Innocenzi M, Saldutti E, Bindi L, Mercadante L, Innocenzi L

Autori   [Indice]

Di Giacobbe A1, Innocenzi M1, Saldutti E1, Bindi L1, Mercadante L2, Innocenzi L3

1 Sovrintendenza Medica Generale INAIL (National Institute for Insurance against Accidents at Work and Occupational  Diseases, Sector III: Health and Safety in the workplace), Roma 
2 INAIL - Direzione Centrale Prevenzione
3 Medicina del Lavoro – Università dell’Aquila


Available from: 
http://journal.preventionandresearch.com/index.php?PAGE=articolo_dett&ID_ISSUE=741&id_article=6386

Abstract   [Indice]

Introduzione: Negli ultimi anni in Italia si è evidenziata una riduzione del numero degli infortuni nel loro complesso, compresi gli infortuni  mortali; peraltro, numerosi sono i fattori che incidono sulla frequenza e gravità degli infortuni (situazione economica generale, innovazione tecnologica, ritmi e turni di lavoro, settore produttivo, dimensione dell’azienda, età dei lavoratori, mansione svolta e altri).
 
Obiettivi: L’obiettivo di questo studio è quello di esaminare i dati disponibili nella Banca Dati INAIL, relativi agli infortuni avvenuti nel periodo 2002-2011 nel settore petrolchimico, per valutare i possibili fattori di rischio di infortuni sul lavoro in questo specifico settore produttivo e le eventuali possibili misure preventive.
 
Materiali e Metodi: Il presente studio analizza l’andamento degli infortuni nei lavoratori del settore petrolchimico dal 2002 al 2011, prendendo in considerazione il numero di eventi denunciati e riconosciuti, la tipologia di definizione, la distribuzione territoriale e la mansione. Per identificare gli ambiti della ricerca abbiamo selezionato 11 voci di tariffa dei premi assicurativi INAIL, attribuibili ad attività del settore petrolchimico (voci 2191, 2193, 2194, 2195, 2196, 2197, 2154, 2145, 2141, 2146, 3620).
Il rischio lavorativo nel settore petrolchimico può essere sostanzialmente suddiviso in 2 categorie: I) rischio nelle raffinerie; II) rischio nei complessi petrolchimici. I rischi lavorativi nelle raffinerie dipendono sostanzialmente dall’infiammabilità dei materiali trattati; i rischi lavorativi nei complessi petrolchimici sono più numerosi, per via di alimentazioni, processi e classi di prodotti che sono caratterizzate, oltre che dall’infiammabilità, anche da tossicità.
 
Risultati: I dati dell’INAIL relativi al periodo dal 2002 al 2011 evidenziano un deciso calo del fenomeno infortunistico complessivo, dei casi definiti in temporanea senza postumi permanenti e dei casi definiti con invalidità permanente fino al 5% (in franchigia); pressoché costante appare il numero dei casi definiti con invalidità permanente superiore al 5% e dei casi mortali.  Pertanto, le misure di prevenzione adottate possono aver ottenuto dei buoni risultati sul numero complessivo degli eventi infortunistici; al contrario, risulta un andamento pressoché costante degli infortuni medio-gravi e mortali.
 
Discussione: I dati evidenziano che persistono dei rischi forse difficilmente abbattibili, per eventi con lesioni gravi o mortali, legati verosimilmente alla specifica realtà produttiva; peraltro, ciò potrebbe derivare da una sottostima degli eventi infortunistici più lievi, in parte non denunciati all’INAIL.
 
Conclusioni: L’obiettivo da perseguire rimane un’efficace azione preventiva, nel contesto di un’attività  imprenditoriale ispirata ai valori della "responsabilità sociale", sensibilizzando le aziende sui costi derivanti dalla mancata sicurezza e sottolineando i benefici economici e sociali legati ad una buona politica di prevenzione.

Parole chiave: petrolchimico, rischi di infortuni sul lavoro, misure preventive

Introduzione   [Indice]

L’esame del fenomeno infortunistico lavorativo in Italia ha evidenziato negli ultimi anni una riduzione del numero generale degli infortuni  lavorativi, compresi quelli mortali (1, 2, 3). Esistono numerosi fattori che incidono sulla frequenza e gravità degli infortuni, in generale. Essi sono: 1) andamento della situazione economica generale; 2) tasso di innovazione tecnologica; 3) ritmi e turni di lavoro; 4) settore produttivo; 5) dimensione dell’azienda; 6) età dei lavoratori; 7) mansione svolta; 8) grado di coinvolgimento dei lavoratori nell’azione di prevenzione; 9) livello di formazione/informazione dei lavoratori; 10) grado di sindacalizzazione; 11) stagione dell’anno; 12) giorno della settimana e ora del giorno; 13) ora legale; 14) condizioni di lavoro; 15) presenza di lavoratori atipici e interinali; 16) presenza di lavoratori stranieri. 

Obiettivi   [Indice]

Obiettivo di questo lavoro è quello di esaminare i dati disponibili nella Banca Dati INAIL, relativi agli infortuni avvenuti nel periodo 2002-2011 nel petrolchimico, al fine di valutare i possibili fattori di rischio di infortuni sul lavoro in questo specifico settore produttivo e le eventuali possibili misure preventive (4).

Materiali e metodi   [Indice]

In questo studio abbiamo preso in considerazione i lavoratori impiegati nell’industria petrolchimica, utilizzando i dati derivati non dai codici ATECO dell’ISTAT, bensì da 11 codici di tariffa dei premi assicurativi dell’INAIL (voci 2191, 2193, 2194, 2195, 2196, 2197, 2154, 2145, 2141, 2146, 3620) al fine di ampliare la platea degli addetti (Tabella 1) (5, 6).
Il rischio lavorativo nel settore petrolchimico può essere suddiviso in 2 categorie: I) rischio nelle raffinerie; II) rischio nei complessi petrolchimici. I rischi lavorativi nelle raffinerie dipendono sostanzialmente dall’infiammabilità dei materiali trattati; i rischi lavorativi nei complessi petrolchimici sono più numerosi, per via di alimentazioni, processi e classi di prodotti che sono caratterizzate, oltre che dall’infiammabilità, anche da tossicità. Il rischio in parte può essere dovuto anche all’invecchiamento degli impianti (con un numero significativo di incidenti provocati da rotture o perdite dalle tubazioni, causa di incendi e/o esplosioni); anomalie durante gli avviamenti o i blocchi di impianto; eventi naturali; eventi catastrofici. Per gli impianti di raffineria il processo di analisi del rischio inizia sin dalla fase progettuale, si sviluppa durante tutti i momenti operativi, per concludersi con il decommissioning (disattivazione permanente o smantellamento) e tiene conto di eventi incidentali che si possono raggruppare nelle seguenti categorie: emissioni e dispersioni di gas e vapori tossici e/o infiammabili, incendi, esplosioni, inquinamenti (rilascio di liquidi pericolosi per l’ambiente). La tendenza degli infortuni nel settore petrolchimico nel corso degli anni avrebbe dovuto mostare, secondo previsioni risalenti al 2004, un andamento positivo, riconducibile all’adozione di sistemi di gestione della sicurezza negli impianti ad alto rischio che avrebbero compensato gli effetti negativi sulla sicurezza, dovuti a condizioni operative più severe, rese necessarie dalle nuove esigenze del mercato, che richiede sempre maggiore produttività e più varietà nei prodotti.

Tabella 1. Codici di tariffa dei premi assicurativi dell’INAIL relativi al settore petrolchimico

2191 - Produzione di polimeri sintetici ed artificiali (esclusa la produzione di intermedi, per la quale v. voce 2145; comprese le eventuali operazioni di preparazione successiva delle materie plastiche: additivazione di coloranti, stabilizzanti, plastificanti, ecc.; miscelazione; compoundizzazione; granulazione; ecc.).
2193 - Fibre tessili artificiali e sintetiche: produzione delle fibre e ricavo dei filati.
2194 - Gomma sintetica: produzione di elastomeri sintetici di uso generale e speciale; lattici sintetici.
2195 - Lavorazione della gomma greggia; fabbricazione di articoli e semilavorati in gomma o prevalentemente in gomma naturale e sintetica; fabbricazione, rigenerazione e ricostruzione di pneumatici; impermeabilizzazione dei tessuti e rivestimento di cavi, corde e cordoni; produzione di ebanite, balata, guttaperca e fabbricazione di articoli.
2196 -  Riparazione di articoli in gomma naturale e sintetica (vulcanizzazione, ancorizzazione, ecc.; compresa l’eventuale equilibratura e convergenza delle ruote dei veicoli; per la convergenza effettuata a sé stante v. voce 6412).
2197 - Lavorazione e trasformazione delle resine sintetiche e dei materiali polimerici termoplastici e termoindurenti; produzione di articoli finiti, semilavorati o di parti staccate comunque ottenuti (per estrusione, stampaggio ad iniezione, sinterizzazione, termoformatura, calandratura, polimerizzazione in blocco, polimerizzazione e schiumatura, ecc.); produzione di laminati fenolici, ureici, ecc. (anche limitatamente ad alcune fasi del ciclo tecnologico); recupero e riciclaggio di materie plastiche in genere (solo se effettuati come lavorazioni a sé stanti); rivestimento di cavi, corde e cordoni ed altri manufatti metallici e non; produzione di schede, nastri e dischi magnetici e simili (compresa l’eventuale produzione di stampi metallici, esclusa la produzione di materie prime, per le quali v. voce 2191 ed escluse anche le lavorazioni di cui al sottogruppo 5330); produzione di manufatti polimerici per spalmatura e coagulazione: tele, film di polimeri, ecc.; impermeabilizzazione dei tessuti; fabbricazione, a sé stante, di manufatti con materiali compositi con processo a stampi aperti o a stampi chiusi, di scocche e carrozzerie per veicoli, vasche, strutture coniche, ondulate, ecc.; scafi per natanti, imbarcazioni e navi, tavole a vela, surf, ecc. (per l’allestimento di mezzi di trasporto v. voci 6411, 6421 e sottogruppo 6430). Costruzione di manufatti con prevalenti fasi di assemblaggio di prodotti intermedi in materiali polimerici acquistati da terzi (esclusi quelli previsti in altre voci di tariffa).
2154 - Concimi di origine animale e vegetale (miscelazione, stabilizzazione, umificazione, essiccamento).
Fertilizzanti chimici di origine minerale o sintetica (semplici, complessi, anche additivati con composti del calcio e del magnesio e\o microelementi; compresa la produzione di ammoniaca se impiegata come materia prima nei cicli produttivi dell’unità operativa; per la produzione di ammoniaca a sé stante v. voce 2173; esclusa la produzione di calciocianammide, per la quale v. voce 2181).
2145 - Raffinazione del petrolio e petrolchimica: distillazione e raffinazione di oli minerali; produzione di intermedi e di derivati (esclusa la produzione di resine sintetiche per la quale v. sottogruppo 2190).
Degasolinaggio del metano (solo se effettuato a sé stante).
2146 - Servizi generali (manutenzione periodica, stoccaggio e distribuzione di materie prime, trattamento di reflui, laboratori di controllo di qualità, sorveglianza e sicurezza, servizi antincendio, infermeria, ecc.) prestati da terzi a stabilimenti di raffinazione di oli minerali e/o a stabilimenti di successiva trasformazione dei prodotti di raffineria (esclusi i laboratori di ricerca per i quali v. voce 0612).
Produzione di energia elettrica, acqua deionizzata, vapore, ossigeno e azoto ed altre simili sostanze di necessità generale, effettuata da terzi per stabilimenti di raffinazione di oli minerali e/o per stabilimenti di successiva trasformazione dei prodotti di raffineria (comprese eventuali cessioni di utilities anche ad altri settori industriali).
3620 - Impiantistica industriale: macchinari, serbatoi, caldaie, autoclavi, motori, colonne di processo, forni, linee integrate di lavorazione, apparecchi di sollevamento e trasporto, apparecchiature ed attrezzature diverse, condotte e tubazioni di servizio e di processo, impianti elettrici industriali di illuminazione, di potenza e di regolazione, impianti di strumentazione, di automazione e di allarme, impianti industriali antincendio (per impianti industriali in genere, opifici, officine, centrali elettriche, centrali telegrafiche e telefoniche, radiofoniche e televisive, centrali di radioguida e di radiolocalizzazione, stazioni e cabine elettriche di trasformazione, conversione e sezionamento, stazioni di sollevamento, pompaggio, immagazzinamento, trattamento e distribuzione fluidi, stazioni di servizio e di distribuzione carburanti, stazioni ferrofilotranviarie, marittime ed aeree, stazioni meteorologiche, semaforiche, ecc.).
Ascensori, montacarichi e simili.
Lavori di decoibentazione di impianti industriali (solo se effettuati a sé stanti).
Lavori di ripulitura, effettuati a sé stanti, di stabilimenti, officine, opifici, installazioni ed impianti industriali in genere, compreso il trasporto dei detriti e dei materiali di rifiuto (per il trasporto effettuato a sé stante v. sottogruppo 9120).
 

Risultati   [Indice]

I dati dell’INAIL relativi al periodo dal 2002 al 2011 evidenziano un deciso calo del fenomeno infortunistico complessivo, dei casi definiti in temporanea senza postumi permanenti e dei casi definiti con invalidità permanente fino al 5% (in franchigia); pressocchè costante appare il numero dei casi definiti con invalidità permanente superiore al 5% e dei casi mortali (1, 2). Pertanto, le misure di prevenzione adottate possono aver ottenuto dei buoni risultati sul numero complessivo degli eventi infortunistici; al contrario, risulta un andamento pressocchè costante degli infortuni medio-gravi e mortali.

Figura 1. Infortuni sul lavoro denunciati all'INAIL nel settore petrolchimico per tipologia di definizione Anni 2002-2011. Si evidenzia un trend nettamente in calo del fenomeno infortunistico, con una diminuzione progressiva dei casi denunciati, negativi ed indennizzati.

Figura 2. Infortuni sul lavoro denunciati all'INAIL nel settore petrolchimico per conseguenza. Anni 2002-2011. Si evidenzia un calo dei casi con invalidità permanente in franchigia, pressocchè costante appare invece il numero dei casi definiti con postumi permanenti medio-gravi e mortali.

Figura 3. Infortuni sul lavoro indennizzati dall'INAIL nel settore petrolchimico per distribuzione territoriale Anni 2002 – 2011. Si rileva come la gran parte degli eventi indennizzati siano concentrati in 4 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna).

Figura 4. Infortuni sul lavoro denunciati all'INAIL nel settore petrolchimico nel periodo 2002 – 2011 nelle 4 regioni a più elevata incidenza infortunistica (Piemonte, Lombardia,Veneto, Emilia Romagna).  

Grafico 5. Distribuzione percentuale degli infortuni sul lavoro nel settore petrolchimico denunciati all'INAIL per mansione - Triennio: 2009-2011. Si evidenzia il dato del  28.7%
inquadrato sotto la voce “altro” per la difficoltà di classificazione di alcune mansioni. 
 

Discussione   [Indice]

Quali possono essere i fattori determinanti alla  base  della sostanziale stabilità del numero degli infortuni medio-gravi e mortali nel settore petrolchimico? Tale dato potrebbe significare che, a fronte di un’efficace azione preventiva globale che ha sicuramente apportato dei benefici, persistono dei rischi forse difficilmente abbattibili, per eventi che possono comportare lesioni gravi o mortali, legati verosimilmente alla specifica realtà produttiva; peraltro, il dato relativo agli infortuni lievi potrebbe derivare da una sottostima degli eventi infortunistici più lievi, in parte non denunciati all’INAIL. 

Conclusioni   [Indice]

L’obiettivo da perseguire rimane un’efficace azione  preventiva, nel contesto  di un’attività  imprenditoriale ispirata ai valori della “responsabilità  sociale”, sensibilizzando le aziende sui costi derivanti dalla mancata sicurezza e sottolineando i benefici economici e sociali legati ad una buona politica di prevenzione. Ai fini preventivi, per meglio rappresentare la realtà di questo specifico settore produttivo, in futuro si potrebbe adottare una distinta identificazione di area: 1) per la raffinazione, al fine di consolidare le già acquisite capacità di prevenzione; 2) per l’attività petrolchimica propriamente detta, che pone sicuramente maggiori difficoltà nella conoscenza dei rischi lavorativi, data la rapidità e complessità della sua evoluzione. 

Bibliografia   [Indice]

1. Banca dati INAIL - Consulenza Statistico Attuariale
2. Rapporto annuale INAIL 2011
3. Eurostat. (2004). Accidents at work in the EU. Serious and fatal accidents at work decreasing in the EU. 
Available from: http://europa.eu/rapid/press-release_STAT-04-55_en.htm
4. Visser JP. Managing safety in the oil industry. The way ahead. In: Loss prevention and safety promotion in the process industry. Proceedings of the 8th international symposium. Antwerpen, 1995, 6-9 June.
5. INAIL, Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e le Malattie Professionali. (2010). Tariffe dei Premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Available from: http://www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/internet/documents/document/ucm_portstg
_093150.pdf
6. Fioretti P, Zarrelli G. (2004). La raffinazione del petrolio e la petrolchimica nelle tariffe Inail.  Available from: http://www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/intranet/documents/document/ucm_088645.
pdf

Autore di riferimento   [Indice]

Innocenzi Mariano
Sovrintendenza Medica Generale INAIL - Piazzale Giulio Pastore 6-00144 Roma (Italia)


Galleria fotografica
Figura 1. Infortuni sul lavoro denunciati all'INAI
Figura 2. Infortuni sul lavoro denunciati all'INAI
Figura 3. Infortuni sul lavoro indennizzati dall'I
Figura 4. Infortuni sul lavoro denunciati all'INAI
Grafico 5. Distribuzione percentuale degli infortu