Medicina del Lavoro Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Il vaccino per l'HPV riduce le recidive del tumore all'utero - P&R online 30/03/2012
La vaccinazione mirata a prevenire l'infezione da papilloma virus umano (Hpv) ha come effetto anche di ridurre il numero di recidive nelle donne che hanno già subito un cancro dell'utero. Secondo uno studio dell'Università di Vienna pubblicato sul British Medical Journal, il vaccino produrrebbe questo beneficio in oltre il 60 per cento dei casi. Lo studio è stato condotto su un campione di oltre 1300 donne operate per un tumore alla cervice uterina e con una serie di infezioni dei genitali. Il campione è stato diviso in due; il primo gruppo ha ricevuto il vaccino per l'Hpv, il secondo no, e i risultati sono stati chiari. Il vaccino utilizzato per la sperimentazione è il tetravalente che contiene quattro ceppi di papilloma (6, 11, 16, 18), i più imputati per lo sviluppo di infezioni e tumori all'interno del vasto gruppo (120) del virus Hpv. In commercio c'è anche il bivalente, con i soli ceppi 16 e 18. Il vaccino sta diventando ormai un “must” della prevenzione, tanto che in Italia è oggetto di una campagna di sensibilizzazione fra le ragazzine di 11 e 12 anni, alle quali viene offerto gratuitamente. Il tetravalente è utile anche per prevenire i condilomi genitali, manifestazione dermatologica di un'infezione dei genitali. Alcuni studi suggeriscono l'ipotesi che il vaccino possa prevenire anche il carcinoma anale e i tumori della gola, sia nella donna che nell'uomo. Malgrado nella comunità scientifica non ci sia ancora un consenso unanime sull'utilizzo della vaccinazione, in particolare perché non si conoscono ancora gli eventuali effetti a lungo termine, i ricercatori viennesi sono convinti della sua necessità, come spiega Elmar Joura, coordinatore della ricerca: “il vaccino non è consigliabile soltanto ai giovani. Ci sono prove della sua efficacia anche dopo i 45 anni proprio dal momento che protegge anche da altri tipi di cancro in entrambi i sessi”.