Epatite A: attenzione ai prodotti congelati


Secondo i dati trasmessi dall'Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi tre mesi i casi di epatite A in Italia sono cresciuti del 70%. Responsabile di questo notevole aumento sarebbero i prodotti congelati, in particolar modo i frutti di bosco congelati.
Le statistiche del sistema di sorveglianza epidemiologico Seieva, dell’Istituto Superiore di Sanità, sono eloquenti: l’incremento delle notifiche di epatite A nel periodo marzo-maggio è stato pari al 70% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
Secondo gli esperti, il pericolo di altri episodi da qui all’estate è molto concreto, tanto che il ministero della Salute ha diffuso una nota secondo cui «alla luce della particolare situazione in atto, fino al 31 luglio 2013, le segnalazioni dei nuovi casi e gli eventuali focolai epidemici devono essere avanzate tempestivamente al ministero e all’Istituto Superiore di Sanità».
il virus dell’epatite A si diffonde mediante trasmissione oro-fecale per mezzo di acqua e alimenti contaminati.  
I cibi tradizionalmente coinvolti sono i frutti di mare e i vegetali contaminati da residui fecali, ad essi si aggiungono ora i frutti di bosco congelati.
Il congelamento non uccide il virus, solo la cottura ad alte temperature può inattivare il virus.
Dal punto di vista igienico la raccomandazione più importante fornita dagli esperti è di lavare accuratamente gli alimenti di dubbia provenienza, principalmente molluschi e verdure e cuocerli ad alte temperature.
 

Fonte:www.epicentro.iss.it

Simone De Sio

Giovanni Rinaldi