Diabete tipo2 più frequente tra i più giovani - P&R online 02/05/2012
Il diabete rappresenta una patologia in costante incremento in tutto il mondo: sono circa 170 milioni le persone malate di diabete e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2025 saranno 300 milioni.
Un nuovo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine afferma che questa patologia avanza più velocemente nei bambini che nei grandi ed è anche più ostica da controllare. "Negli Stati Uniti, i casi di diabete tipo 2 giovanile si sono moltiplicati. Anche se non è ancora comune, la diffusione di una malattia metabolica così grave è preoccupante" ha spiegato David M. Nathan del Massachussets General Hospital, a capo del primo studio su vasta scala sull'argomento. "Non avevamo dati sul diabete di tipo 2 giovanile perché' questo fenomeno non esisteva nei più piccoli. Abbiamo scoperto che le medicine somministrabili per via orale smettevano di funzionare in circa la metà di un gruppo di ragazzi diabetici dai 10 ai 17 anni dopo circa 4 anni di trattamento, e siamo stati costretti ad aggiungere delle iniezioni di insulina alle terapie". Nathan, che ritiene che l'arrivo della pubertà possa spiegare l'inefficacia del trattamento per via orale, si dichiara preoccupato: "Individuare dei trattamenti adeguati per questi giovani sarà più difficile del previsto, rischiano di ammalarsi gravemente molto prima del previsto".
In Italia i malati sono più di 3 milioni e un milione non sa ancora di esserlo. Non solo: oltre i 40 anni un italiano su tre è a rischio di
diabete e quasi uno su cinque è già pre-diabetico.
Il
diabete (meglio definito come
diabetemellito) è una condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di zucchero nel sangue (glucosio): ci colpisce quando il nostro corpo non è più capace di utilizzare il glucosio e lo accumula alzando la glicemia.
Il
diabete tipo 1 di solito compare nell’infanzia o prima dei 40 anni e si verifica quando il
pancreas è incapace di produrre insulina o ne produce quantità scarsissime. L’unica terapia possibile, al momento, è la somministrazione di insulina più volte al giorno. Circa il 2% dei diabetici ha questo tipo di
diabete. Il restante 98% è affetto da
diabete tipo 2. I pazienti con questo tipo di
diabete non utilizzano in maniera adeguata l’insulina che producono, spesso in eccesso. Nell’80% dei casi sono in sovrappeso o obesi. Il
diabete tipo 2 si manifesta di solito nell’adulto, ma di recente è stato riscontrato un aumento di questo tipo di
diabete anche tra i giovani, legato soprattutto all’obesità.
Se per il
diabete di tipo 1 non vi sono al momento concrete e sicure possibilità di prevenzione, per il
diabete di tipo 2 è possibile ridurre l’incidenza della malattia con una efficace opera di prevenzione. Vi è una stretta connessione fra l’incremento del sovrappeso e dell’obesità e l’incremento dei casi di
diabete: infatti, alcune delle alterazioni metaboliche e comportamentali che sono alla base dell’aumento di peso sono anche causa del
diabete di tipo 2. L’obesità, poi, provoca ulteriori alterazioni metaboliche che accelerano l’insorgenza del
diabete. Se si interviene precocemente sul sovrappeso e sull’obesità, adottando uno stile di vita sano, è possibile ridurre o comunque ritardare nel tempo l’insorgenza del
diabete e delle sue possibili complicanze.
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