Cuore più protetto, 20% di morti in meno: nuova molecola cura lo scompenso cardiaco


Cuore protetto e meno morti. Una nuova arma, più efficace e con scarsi e dominabili effetti collaterali, per combattere lo scompenso cardiaco.
La molecola innovativa, che per ora è solo una sigla (LCZ696), si è rivelata fondamentale per ridurre del 20 per cento il numero di vittime di una patologia cardiaca la cui evoluzione è spesso fatale. Caratterizzato dalla progressiva incapacità del cuore a pompare sangue nell'organismo, lo scompenso presenta sintomi progressivamente invalidanti, dalla dispnea all'affaticamento, alla ritenzione di liquidi, fino all'impossibilità a svolgere le comuni attività quotidiane. 

La validità del nuovo farmaco è stata dimostrata da uno studio i cui risultati sono stati presentati durante la conferenza introduttiva del congresso dell'European Society of Cardiology.
Per la ricerca sono stati arruolati 8442 pazienti in 44 centri tra cui l'Italia, con l'obiettivo di verificare se LCZ696 fosse in grado di aumentare la sopravvivenza oltre i limiti raggiunti dall'enalapril appunto, un Ace-inibitore, attualmente farmaco chiave per il trattamento dello scompenso cardiaco. Il comitato scientifico che ha coordinato lo studio, ha confermato per i soggetti a cui è stata somministrata la molecola, ridotte probabilità di morte per cause cardiovascolari.

Dall'analisi dei risultati emerge che ci si trova con una vita salvata in più ogni 32 pazienti trattati. In dieci anni è la migliore situazione raggiunta. Il nuovo farmaco potrebbe a breve sostituire gli Ace-inibitori dopo 25 anni di utilizzo.
Ma come agisce LCZ696? Capostipite di una nuova classe farmacologica, si esplica su due fronti. Da un lato interviene sul sistema renina-angiotensina, dall'altro incrementa la produzione degli ormoni natriuretici fabbricati dal cuore che non è solo una pompa, ma è anche una ghiandola. Ad oggi andrà abbinato a beta-bloccanti e antialdosteronici, ma in futuro potrebbe scalzare gli Ace-inibitori. Per i pazienti e per i cardiologi si tratta di uno studio che presenta risultati di straordinarie potenzialità.
Lo scompenso cardiaco è sempre più diffuso (anche per l'aumento della vita media e dei progressi scientifici): sono oltre 26 milioni le persone negli Usa e in Europa affette dalla malattia che  costa ogni anno 108 miliardi di dollari, cifra destinata a raddoppiare entro il 2030.

Fonte: 
http://www.nejm.org/

Simone De Sio
Alessandra Di Marzio