Articoli Medicina del Lavoro - P&R Scientific
Volume 4, Numero 1
31.03.2014
CRITERI DIAGNOSTICI DELLE INTERSTIZIOPATIE POLMONARI OCCUPAZIONALI
 
 
Sartorelli P, Paolucci V

Autori   [Indice]

Sartorelli P1, Paolucci V1

1 Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e Neuroscienze – Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Siena

Abstract   [Indice]

Asbestosi, silicosi e berilliosi rappresentano le forme più comuni di interstiziopatie polmonari occupazionali. Essendo caratterizzate dalla presenza di fibrosi polmonare interstiziale pongono il problema della diagnosi differenziale con le patologie interstiziali non occupazionali. Dal punto di vista epidemiologico i dati sono scarsi a causa della carenza di criteri diagnostici standardizzati, della diversa conoscenza della materia da parte dei medici, delle limitazioni delle fonti di dati disponibili (certificati di decesso, registri ospedalieri, sorveglianza sanitaria, notifiche agli istituti assicuratori pubblici) e del lungo periodo di latenza tra esposizione ed insorgenza della patologia. La diagnosi delle interstiziopatie polmonari occupazionali richede il riconoscimento dell’esposizione professionale, l’esistenza di un periodo di latenza adeguato, l’esclusione di fattori causali extraprofessionali, nonché la presenza di decorso clinico, aspetti funzionali respiratori e radiologici compatibili. La TAC effettuata con tecnica ad alta risoluzione (High Resolution Computed Tomography - HRCT) risulta preziosa per confermare segni radiologici di pneumoconiosi conclamata ed evidenziare stadi iniziali non visti con la radiografia standard del torace. Il limite principale della metodica rimane l’enorme variabilità intra e interoperatore. Pertanto negli ultimi dieci anni numerosi gruppi hanno cercato di creare un modello interpretativo univoco per la classificazione delle pneumoconiosi. Il modello ICOERD è uno schema classificativo digitale per HRCT costruito su un modello analogo alla classificazione ILO per il radiogramma standard del torace. Si compone di alcuni elementi classificativi principali: le piccole opacità con forma regolare o irregolare/lineare per cui deve essere definita anche la zona di interesse e la profusione, le grandi opacità, le aree di ground glass, le aree di honeycombing e le aree di enfisema.
Dal punto di vista anatomo-patologico la diagnosi di asbestosi viene posta in presenza di una fibrosi polmonare diffusa con un particolare pattern e di corpuscoli e/o fibre di asbesto che attestino un’esposizione di intensità rilevante. La fibrosi interstiziale dell’asbestosi ha una distribuzione subpleurica come nelle fibrosi idiopatiche che rappresentano la principale diagnosi differenziale. Oltre alla presenza di fibre e corpuscoli dell’asbesto istologicamente l’asbestosi differisce dalle fibrosi polmonari idiopatiche per la scarsa componente infiammatoria ed una minore presenza di foci fibroblastici. Le fasi molto precoci, caratterizzate da bronchiolite, pongono un problema diagnostico difficile perché lesioni del tutto simili sono presenti nei fumatori. In ogni caso la fibrosi limitata alle pareti bronchiolari non rappresenta asbestosi.
La forma più comune di silicosi (silicosi cronica semplice) insorge dopo un periodo di latenza di almeno 10 anni e che può essere lungo fino a 40 anni. Una forma a più rapida insorgenza è causata da esposizioni molto intense: l’aspetto clinico è simile, ma il tempo di latenza è più breve (5-10 anni). Sia per l’asbestosi che per la silicosi il fattore più importante nel determinare la fibrosi è la dose cumulativa.
La berilliosi, rara nel nostro paese, è una patologia granulomatosa simile alla sarcoidosi, causata dalla sensibilizzazione cellulo-mediata al metallo.
La gestione dei casi di pneumoconiosi non differisce da quella delle altre fibrosi polmonari se non per due aspetti: l’allontanamento dall’esposizione e la ricerca di eventuali altri soggetti ammalati nella stessa popolazione lavorativa.

Parole chiave: pneumoconiosi, HRCT, fibrosi interstiziale


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Autore di riferimento   [Indice]

Pietro Sartorelli
Unità di Medicina del Lavoro, Università di Siena
Viale Bracci 16, 53100 Siena