Articoli Medicina del Lavoro - P&R Scientific
Volume 2, Numero 2
04.05.2012
Assorbimento per via percutanea di alcuni metalli e loro effetti sulla pelle
 
 
Sartorelli P, Montomoli L, Sisinni AG

Autori   [Indice]

Sartorelli P1, Montomoli L1, Sisinni AG1

1Unità di Medicina del Lavoro, Università di Siena

Citation: Sartorelli P, Montomoli L, Sisinni AG.  Percutaneous penetration of metals and their effects on skin. Prevent Res 2012; 2 (2): 158-164. Available from: http://www.preventionandresearch.com/. doi: 10.7362/2240-2594.028.2012


doi: 10.7362/2240-2594.028.2012


Parole chiave: metalli, dermatiti da contatto, assorbimento per via percutanea

Abstract   [Indice]

Introduzione: La presenza dei metalli e dei loro derivati ​​sui luoghi di lavoro e quindi il loro accumulo nell’ambiente è fonte di preoccupazione per il potenziale pericolo che essi rappresentano per la salute.

Obiettivi: Valutare necessariamente ed attentamente la potenziale esposizione della gran parte della popolazione ai metalli e ai loro prodotti.
 
Metodi: Diversi ricercatori hanno riscontrato grandi difficoltà tecniche nello svolgimento delle ricerche e ciò ha scoraggiato la realizzazione degli studi.
I diversi dati a disposizione sono stati ottenuti utilizzando condizioni sperimentali molto differenti tra di loro, rendendo difficile il confronto dei risultati.
La maggior parte dei dati disponibili in merito all’assorbimento percutaneo dei vari metalli, come nichel, cromo e cobalto, sia in vivo che in vitro, è stata pubblicata intorno agli anni '60-'70 e i risultati non sono stati ottenuti usando metodi datati.
 
Risultati: Tra i vari effetti avversi causati dai metalli si riscontrano sia danni alla pelle, tra i quali irritazione, dermatite allergica da contatto, orticaria, granuloma, sia effetti tossici a livello sistemico.
 
Conclusioni: Nonostante le dimensioni del problema e le informazioni, ampiamente diffuse in letteratura, sugli effetti allergici e tossicologici di queste sostanze, sussiste una mancanza di dati sperimentali attendibili. Inoltre deve sempre essere considerata la biodisponibilità di ogni metallo, che varia in funzione dello stato e della forma, rappresentando un elemento essenziale nello sviluppo della dermatite allergica da contatto.
Resta comunque ragionevole affermare che l’allergia ai metalli (in particolare per Ni, Cr, Co e Hg) rappresenta la forma di allergia prevalente nei luoghi di lavoro.
 

Autore di riferimento   [Indice]

Pietro Sartorelli
Unità di Medicina del Lavoro, Università di Siena
Viale Bracci 16, 53100 Siena
e-mail: info@preventionandresearch.com




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