Articoli Biotecnologie cellulari - P&R Scientific
Volume 4, Numero 3
30.09.2014
ANALISI DELL’ATTIVITÀ DELLE METALLO-PROTEINASI 2 E 9 (GELATINASI A E B) NEL SIERO DI PAZIENTI CON PATOLOGIE BENIGNE E MALIGNE DELLA PROSTATA
 
 
Bruzzese D, Ricci S, Di Carlo A

Autori   [Indice]

Bruzzese Dario1, Ricci Serena2, Di Carlo Angelina3

1Dipartimento di Sanità Pubblica, Università di Napoli “Federico II”, Napoli
2Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, Università di Napoli “Federico II”, Napoli
3Dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico-Chirurgiche, “Sapienza” Università di Roma

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http://journal.preventionandresearch.com/index.php?PAGE=articolo_dett&ID_ISSUE=777&id_article=6700

Abstract   [Indice]

Introduzione
E' ampiamente riconosciuto che i livelli sierici dell'antigene prostatico specifico (PSA) come biomarker del cancro alla prostata sono imperfetti, nel senso che può avere molti incrememnti falsi positivi attribuibili a iperplasia benigna e infiammazione prostatica subclinica. Ci sono sempre più dati a sostegno di una correlazione positiva tra l’attività delle gelatinasi (MMP-2 e MMP-9), l'invasione delle cellule tumorali e  l’aggressività del tumore.

Obiettivi
Abbiamo valutato l’attività gelatinolitica nel siero di pazienti con carcinoma della prostata (PCa) e l'iperplasia prostatica benigna (BPH), al fine di verificare se MMP-2 e MMP-9 potrebbero essere potenziali biomarcatori non invasivi.

Metodi
Mediante la gelatina zimografia abbiamo verificato l'attività MMP in un totale di 42 pazienti. Di questi, 8 avevano l’iperplasia prostatica benigna e 34 avevano il carcinoma. Un totale di 16 volontari normali sani con nessuna malattia concomitante sono stati utilizzati come controllo.

Risultati
Sono stati rilevati quattro proteinasi dominanti che migrano a ~ 240, 130, 92 e 72 kDa. La più abbondante attività litica è a 92 kDa (MMP-9), mentre MMP-2 è presente in quantità minore. L’attività della MMP-9 è significativamente incrementata nel siero di pazienti con cancro rispetto ai soggetti di controllo (p = 0.003). Inoltre, il rapporto MMP-9 / MMP-2 era in grado di discriminare pazienti oncologici da soggetti sani e da BPH e la curva ROC ha dimostrato che il rapporto era un predittore significativo di cancro alla prostata con sensibilità del 80% e una specificità del 87%.

Conclusioni
Questi risultati suggeriscono che la misurazione non costosa delle MMPs nel siero può servire come strumento complementare adatto a distinguere tra i pazienti con cancro della prostata e pazienti con BPH e l'aggiunta di questi enzimi agli attualmente disponibili PSA e/o rapporto f-PSA /t-PSA potrebbe fornire ai medici ulteriori informazioni obiettive sui carcinomi prostatici.

Parole chiave: metalloproteinase 2, metallo proteinasi 9, iperplasia prostatica benigna, cancro della prostata, siero

Autore di riferimento   [Indice]

Angelina Di Carlo 
Dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico-Chirurgiche, “Sapienza” Università di Roma