Alzheimer, sviluppato nuovo test del sangue che riesce a prevedere sviluppo malattia


Un test del sangue capace di prevedere con un'accuratezza del 90% lo sviluppo dell'Alzheimer in una persona nell'arco di tre anni è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori americani. Secondo gli studiosi, si tratta di un passo avanti molto importante che potrebbe permettere, grazie alla diagnosi precoce, di contrastare o prevenire la malattia.
Il nuovo test del sangue offre la possibilità di identificare le persone a rischio di declino cognitivo progressivo e potrà cambiare la maniera in cui i pazienti, le loro famiglie e i medici gestiranno la malattia.
Gli scienziati hanno individuato dieci lipidi (grassi) nel sangue che possono essere usati per predire lo sviluppo della malattia; questi test del sangue potranno cominciare a essere sperimentati entro due anni.

Gli scienziati della Georgetown sono arrivati al risultato dopo aver esaminato 525 persone in buona salute e con più di 70 anni, controllandole per cinque anni. Hanno regolarmente analizzato, dopo tre anni, i campioni del sangue di 53 persone che avevano nel frattempo sviluppato l'Alzheimer, confrontandoli con quelli di 53 persone "cognitivamente normali": i ricercatori hanno così scoperto che i dieci lipidi individuati avrebbero potuto predire con un'accuratezza del 90% i casi di malattia: il livello di questi grassi, infatti, era più basso nel sangue delle persone con i sintomi dell'Alzheimer.
Più di 35 milioni di persone nel mondo soffrono di Alzheimer e secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il numero di malati potrebbe raddoppiare ogni 20 anni, arrivando a 115 milioni nel 2050. Contro questa malattia neurodegenerativa non esiste un trattamento veramente efficace: le terapie esistenti, al momento, permettono di ridurre i sintomi, ma non rallentano completamente l'avanzamento della malattia. La ricerca internazionale è però convinta che l'unico modo per fermare la malattia sarebbe quello di iniziare un trattamento prima che nei pazienti compaiano i primi segnali.
Essere capaci di predire la malattia prima che si manifestino i sintomi potrebbe offrire una finestra di opportunità fondamentale per sviluppare medicine efficaci per combatterla.

Fonte: 
http://www.nature.com/nm/index.html

Simone De Sio

Alessandra Di Marzio