Articoli Dermatologia - P&R Scientific
Volume 2, Numero 4
28.12.2012
ALOPECIA AREATA E IPERTRICOSI: CASO CLINICO.
 
 
Rossi A, Gerardi M, Iorio A, Priolo L, Mari E

Autori   [Indice]

Rossi A¹, Gerardi M¹, Iorio A¹, Priolo L¹, Mari E¹

1Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, U.O.C. Clinica Dermatologica,
“Sapienza” Università di Roma


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http://journal.preventionandresearch.com/index.php?PAGE=articolo_dett&ID_ISSUE=736&id_article=6354

Abstract   [Indice]

L’ ipertricosi è una condizione caratterizzata da crescita di peli anomala per età, sesso, razza e localizzazione a livello dell’ intera area corporea. È necessario porre questa particolare condizione clinica in diagnosi differenziale con l' irsutismo in cui si assiste a crescita di peli  a disposizione caratteristica per il sesso maschile nelle donne e nei bambini. L' irsutismo coinvolge aree del corpo caratteristiche come la cute sovrastante il labbro superiore, l' areola mammaria, la linea alba e la parte più alta del triangolo pubico e nella maggior parte dei casi esso è dovuto ad un eccesso di androgeni circolanti. Tale reperto clinico-laboratoristico nel sesso femminile è più frequentemente determinata dalla sindrome dell' ovaio policistico (PCOS) o sindrome di Stein-Leventhal; in entrambi i sessi può venirsi a determinare in seguito a tumori androgeno secernenti, aumentata assunzione farmacologica di androgeni e la presenza di una forma sindromica caratterizzata da ipeandrogenismo, insulino- resistenza e acanthosis nigricans. Talvolta nel sesso femminile l' ipertricosi si associa ad altri segni di mascolinizzazione come il cambio della tonalità vocale, variazioni nella libido e clitoridomegalia; tale quadro clinico viene definito virilizzazione. Per spiegare lo sviluppo di ipertricosi sono state formulate due ipotesi: la conversione dei peli vellus in peli terminali e cambiamenti nel ciclo di crescita del capello. Esso è caratterizzato dal cambiamento ciclico da un periodo di crescita rapida, pigmentazione e produzione del fusto (fase anagen di crescita attiva classificata in 6 diversi stadi) e da un periodo breve, di involuzione del capello causato da meccanismi guidati dall’ apoptosi (catagen). Dopo la fase catagen il follicolo pilifero entra in un periodo di relativa quiescenza (telogen) prima di rientrare in anagen. Questo ciclo rigenerativo è possibile grazie alla presenza di numerose cellule staminali presenti per la maggior parte nell’ area del follicolo pilifero chiamata bulge area. L’ alopecia areata è una patologia autoimmune di tipo multifattoriale che coinvolge numerosi geni ed è caratterizzata da chiazze ben circoscritte caratterizzate da perdita di capelli a livello del cuoio capelluto che generalmente si presentano come una o più chiazze ben demarcate, generalmente circolari e lisce; la cute sottostante è normale e non presenta segni di infiammazione. Essa appartiene alle alopecie non cicatriziali e si può manifestare livello del cuoio capelluto come forma in chiazze o reticolare di tipo confluente o diffuso. Forme diverse di AA possono evolvere l’ una nell’ altra e possono essere caratterizzate da un episodio singolo  o dalla loro ricorrenza. L’ eziopatogenesi di questa malattia cronica non è stata completamente compresa ma numerosi studi hanno mostrato come la cellula melanocitaria in anagen e/o gli autoantigeni espresso durante la fase anagen possono avere un ruolo chiave nella  patogenesi basata, pertanto, sul collasso del privilegio immunologico. Le attuali terapie disponibili sono diversificate ma al momento non sono disponibili terapie standardizzate. È importante sottolineare che, a differenza di altre patologie croniche di tipo cicatriziale, i follicoli dell’ alopecia areata possiedono ancora cellule staminali e quindi è possibile una ricrescita del capello. La malattia in forma lieve ha una remissione spontanea e anche casi di AA più gravi possono guarire spontaneamente. L’ impatto di tale patologia nella vita dei paziente tende ad essere sottostimata o ad essere minimizzata a puro problema estetico- cosmetologico, tuttavia non bisogna sottovalutare i gravi aspetti psicologici che tale malattia può avere nella vita del paziente.

Parole chiave: Alopecia areata, ipertricosi, follicolo pilifero 

Autore di riferimento   [Indice]

Martina Gerardi
Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, U.O.C. Clinica Dermatologica,
“Sapienza” Università di Roma