ALIMENTAZIONE E LAVORO: DIPENDENTI ESPOSTI AD INQUINANTI URBANI - published online 14.Sep.2012


Caciari T, Tomei F, Ponticiello BG, De Sio S, Sancini A, Bonomi S, Cappelli L, Di Pastena C, Scala B, Prenna A, Rinaldi G, Nardone N, Tasciotti Z, Monti C, Massimi R, Suppi A, Lettieri Barbato D, Andreozzi G, Tomei G, Ciarrocca M


L’articolo 25 comma 1, lettera a del D.Lgs 81/2008 (1) recita: “Il medico competente: collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all'attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di «promozione della salute…”.
Nell’ottica della tutela e della promozione della salute e dell’integrità  psico-fisica dei lavoratori, la Cattedra di Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza” diretta dal Chiar.mo Prof. Francesco Tomei, proseguendo un discorso iniziato nel 2008 con la realizzazione di opuscoli informativo-formativo per i lavoratori esposti ad inquinanti urbani, presenta  questo terzo opuscolo che rientra nel progetto di ricerca “INQUINAMENTO URBANO,  ALIMENTAZIONE E LAVORATORI ESPOSTI”.   
L’ obiettivo è quello di migliorare le conoscenze e sensibilizzare i lavoratori esposti ad inquinanti urbani all’importanza che riveste una corretta alimentazione fornendo, nel contempo, un ulteriore contributo al sempre più crescente interesse da parte di Organizzazioni Scientifiche nazionali ed internazioni su questo tema, anche sulla spinta della WHO (World Health Organization), attraverso il “WHO European Action Plan For  Food And Nutrition Policy 2007-2012[1] (2) e il “WHO Action Plan for the Global Strategy for the Prevention and Control of Noncommunicable Diseases 2008-2013[2] (3).
Quello che ci proponiamo è dare al lavoratore informazioni e consigli pratici utili a migliorare il proprio stile di vita, perché “ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni (…)” Art. 20 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. (1).
 

[1] Propone una serie di azioni che coinvolgano soggetti pubblici e privati per migliorare la nutrizione e l’igiene degli alimenti, al fine di garantire a tutti un apporto di cibo sano e sostenibile, fornendo informazioni ai consumatori, incluse quelle relative all’attività fisica, all’alcol, all’’acqua ed all’ambiente, monitorando e valutando i progressi ed i risultati ottenuti.   
[2] Pone l’accento sul ruolo che una non corretta alimentazione, l’abuso di alcol, il fumo e la sedentarietà rivestono nel determinismo delle patologie croniche non trasmissibili (malattie cardiovascolari, diabete, tumori, malattie croniche dell’apparato respiratorio)
 
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