ADDETTI AI VIDEOTERMINALI in adempimento al D.Lgs. n° 81/2008 - published online 26. Jul. 2013


Caciari T, Casale T, Pimpinella B, De Sio S, Bonomi S, Monti C, Nardone N, Andreozzi G, Scala B, Di Pastena C, Loreti B, Massimi R, Suppi A, Sacco C, Scimitto L, Fiaschetti M, Schifano MP, Giubilati R, Rosati MV, Tomei G, Tomei F

Caciari T1, Casale T1, Pimpinella B1, De Sio S1,  Bonomi S1, Monti C1, Nardone N1, Andreozzi G1, Scala B1, Di Pastena C1, Loreti B1, Massimi R1, Suppi A1, Sacco C1, Scimitto L1, Fiaschetti M1, Schifano MP1, Giubilati R1, Rosati MV1, Tomei G2, Tomei F1

1Dipartimento di Anatomia, Istologia, Medicina Legale e Ortopedia, Unità di Medicina del Lavoro, “Sapienza” Università di Roma
2Dipartimento di Neurologia e Psichiatria, “Sapienza” Università di Roma




Introduzione
L’articolo 15, comma 1, lettera d, del D.Lgs. 81/2008 introduce l’obbligo dei principi ergonomici nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e della definizione dei metodi di lavoro e produzione. Nell’allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 sono state indicate le prescrizioni minime del posto di lavoro (VDT) che dovrebbero mettere in condizione il datore di lavoro di realizzare gli obiettivi presenti nel titolo VII del D.Lgs. 81/2008. Prima di prendere in esame la normativa vigente è opportuno dare alcune definizioni:
1.posto di lavoro dell’operatore VDT definisce fisicamente e topologicamente la porzione di spazio in cui ha luogo l’interazione dell’operatore con il videoterminale. In tale porzione di spazio si collocano sia l’operatore, sia i dispositivi e gli strumenti che gli sono immediatamente e continuamente complementari per lo svolgimento dell’attività.
2.ergonomico, “è ergonomico il posto di lavoro la cui progettazione, realizzazione ed uso sono costantemente riferiti ai requisiti anatomici, fisiologici e psicologici dell’operatore e sono rivolti ad assicurare lo svolgimento della sua attività,  il raggiungimento degli obiettivi cui essa tende, mantenendo inalterati quei requisiti e consentendo l’impiego delle abilità acquisite, d’ordine generale e di tipo specifico, senza che si verifichino situazioni di fatica e disagio”.
 
Debbono pertanto rientrare in questa definizione i seguenti componenti strumentali del posto di lavoro dell’operatore VDT:
·PIANO DI LAVORO
·SEDILE
·SCHERMO
·TASTIERA
·MOUSE
A questi vanno aggiunti una serie di requisiti fisici e chimici dell’ambiente di lavoro:
·SPAZIO
·ILLUMINAZIONE
·MICROCLIMA
·RUMORE
·RADIAZIONI
 
Componenti strumentali del posto di lavoro dell’operatore VDT.
 
·PIANO DI LAVORO
Al momento della progettazione del posto di lavoro, la collocazione delle attrezzature (video, tastiera, foglio, stampante), la dimensione degli spazi e le caratteristiche degli arredi dovranno essere scelte in funzione del tipo di attività prevista. Essa si distingue essenzialmente in:
- interattiva con lavoro prevalentemente al video;
- di trasferimento dati da documento;
- mista.
La ricerca della funzionalità operativa deve essere contemporanea con il rispetto dell'ergonomia. II tavolo, preferibilmente con bordi arrotondati, deve avere dimensioni adatte a garantire la comoda disposizione delle attrezzature di lavoro, con possibilità di collegamento ad altri moduli utili; l'altezza e la profondità del tavolo devono lasciare adeguato spazio per le gambe dell'operatore e consentire comodi aggiustamenti posturali; per tener conto delle variabili antropometriche degli operatori. Si deve intervenire inoltre sull'altezza del piano di lavoro (meglio se regolabile) o sull'altezza dell'insieme "piano del sedile e appoggio dei piedi". La superficie del tavolo deve essere di colore neutro e opaca in modo da evitare abbagliamenti e riflessi fastidiosi; la tastiera deve essere separata dal video, mobile, inclinabile, con i tasti in materiale opaco e con caratteri leggibili; il video deve essere orientabile e inclinabile, con lo schermo antiriflettente con luminosità e contrasto regolabili, con l'immagine stabile, i caratteri definiti e leggibili; per il lavoro di videoscrittura è necessaria la dotazione di un porta documenti regolabile in altezza e in inclinazione.
  
L'operatore deve assestare la propria postura comodamente regolando i vari elementi del posto di lavoro: il tronco deve essere in posizione tendenzialmente eretta, con appoggio del tratto lombare allo schienale per ridurre la compressione dei dischi intervertebrali; gli angoli "braccio-avambraccio" e "coscia-gamba" devono essere di circa 90° (retti) per ridurre al minimo l'affaticamento muscolare e permettere una buona circolazione periferica; l'angolo "tronco-coscia" deve essere all'incirca di 100° per garantire una adeguata distribuzione dei carichi sull'apparato osteoarticolare ed impedire dannose compressioni pelvico-addominali. Il bordo superiore dello schermo deve essere posto all'altezza degli occhi, o al di sotto di essa, e a una distanza compresa tra i 50 e 70 cm, per evitare l'affaticamento della muscolatura oculare e contratture dei muscoli del collo; la tastiera deve essere disposta in modo tale da permettere l'appoggio degli avambracci (a 15 cm circa dal bordo del tavolo) per evitare contratture muscolari.

·SEDILE
Il sedile deve essere mobile con rotelle in modo da consentire l'accesso alle diverse attrezzature del posto di lavoro e facilitare l'aggiustamento posturale; la stabilità del sedile deve essere garantita da una base sufficientemente ampia, con cinque punti di appoggio, tale da impedire slittamento o rovesciamento accidentali; deve essere facilmente spostabile anche in rapporto al tipo di pavimento. Il piano del sedile deve essere di dimensioni idonee, di materiale lavabile e che non ostacoli la traspirazione, con i bordi arrotondati, con imbottitura semirigida, e superficie piana per permettere una corretta distribuzione dei pesi del tronco; l'altezza del piano sedile deve essere regolabile; lo schienale, con le stesse caratteristiche costruttive del sedile e anatomicamente conformato, deve essere agevolmente regolabile in altezza ed in inclinazione, in modo da permettere un comodo appoggio del tratto lombare della colonna; i braccioli, se presenti, non devono impedire l'accesso al piano di lavoro e devono essere del tipo chiuso per impedire l'impigliamento. Un poggiapiedi inclinato, meglio se regolabile in altezza e antisdrucciolo, va messo a disposizione su richiesta dell'operatore.

·SCHERMO                                                                                                
Lo schermo video non deve avere difetti come sfarfallii, mancanza di luminosità o di contrasto. Il monitor deve avere la regolazione alto-basso e destra sinistra al fine di orientare lo schermo ed eliminare i riflessi. Con apposito software può essere testato ogni tanto lo schermo determinando la leggibilità dei caratteri. Lo schermo deve essere collocato a circa 50-70 cm dal viso dell’utente, in modo che il suo spigolo superiore giaccia sotto l’orizzontale che passa per gli occhi di questo; è necessario, inoltre, che la sua superficie rifletta poco, che presenti caratteri definiti in modo chiaro e linee di testo ben separate fra loro. L’immagine deve essere stabile; la luminosità e il contrasto, regolabili senza difficoltà dal lavoratore. Deve essere anche semplice orientarlo e inclinarlo per poter ridurre eventuali riflessi, nonché soddisfare le esigenze di chi lo adopera. Si può disporlo su di un sostegno adeguato, regolabile e distinto dal piano di lavoro. Esistono delle indicazioni atte ad evitare l'insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici: 
a) “assumere la postura corretta di fronte al video, con piedi ben poggiati al pavimento e schiena poggiata allo schienale della sedia nel tratto lombare, regolando allo scopo l'altezza della sedia e l'inclinazione dello schienale”;
b) “posizionare lo schermo del video di fronte in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po' più in basso dell'orizzontale che passa per gli occhi dell'operatore e ad una distanza dagli occhi pari a circa 50-70 cm”;
Esistono anche delle indicazioni atte ad evitare l'insorgenza di problemi visivi:
a) “orientare ed inclinare lo schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie”;
b) “assumere la postura corretta di fronte al video in modo tale che la distanza occhi-schermo sia pari a circa 50-70 cm”;
c) “disporre il porta-documenti, se presente, alla stessa altezza e distanza dagli occhi, dello schermo, ricorrendo ai meccanismi di regolazione”;
d) “distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l'affaticamento visivo”;
e) “durante le pause ed i cambiamenti di attività previsti, e' opportuno non dedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegno visivo, come ad esempio la correzione di un testo scritto”;
f) “cura della pulizia periodica di tastiera, mouse e schermo”;
g) “si raccomanda l'utilizzo di eventuali mezzi di correzione della vista se prescritti.”

·TASTIERA
“La tastiera deve avere superficie opaca e deve essere inclinabile, dissociata dallo schermo nonché posta sullo stesso piano del mouse” (e di eventuali altri dispositivi di uso frequente). Occorre inoltre che le sue caratteristiche e la sua disposizione ne agevolino l’impiego; in modo specifico, occorre che sia collocata davanti al video (salvo che l’uso di questo non avvenga saltuariamente), e che sia assicurato lo spazio per appoggiare gli avambracci quando si digita.

·SPAZIO
Il posto di lavoro deve essere allestito in modo che vi sia lo spazio per consentire cambiamenti di posizione e di movimenti operativi. La sua collocazione è legata a quella delle sorgenti di luce, poiché occorre realizzarla in modo che risultino limitati i fenomeni fastidiosi, come la riflessione sugli schermi e l’abbagliamento. Pertanto, è consigliabile che: gli apparecchi di illuminazione generale siano distribuiti in file parallele alle finestre e laterali ai posti lavoro, i videoterminali vengano posizionati in modo che lo schermo risulti perpendicolare alle finestre. Affinché l’abbagliamento riflesso risulti contenuto, si può: adottare l’impiego di arredi, apparecchiature, supporti cartacei, dalla superficie poco riflettente, inclinare lo schermo, girarlo, regolarne l’altezza e, magari, utilizzarne uno piatto o con profilo schermante. La presenza di tende regolabili alle finestre, opportunamente integrata da illuminazione artificiale, permette di limitare l’affaticamento visivo. La collocazione dei posti di lavoro è inoltre legata a quella delle sorgenti di calore: non dovrà essere attuata nelle immediate vicinanze di radiatori ma nemmeno di finestre che possano ricevere l’irraggiamento solare diretto. Altri interventi di prevenzione si attuano intercalando pause o cambiamenti di attività al lavoro di qualunque addetto al VDT, nonché riducendo ai minimi termini la ripetitività e la monotonia delle operazioni. Se dalla valutazione del rischio risultassero necessari dispositivi speciali di correzione per alcuni lavoratori (addetti al VDT ai sensi dell’art. 173, lettera c, D.Lgs. 81/2008), il datore di lavoro dovrà fornirglieli. Detti lavoratori avranno poi l’obbligo di usarli (art. 20, comma 2, lettera c, D.Lgs. 81/2008). “Il datore di lavoro non è però tenuto a fornire gli occhiali da vista a quei lavoratori che ne avessero già bisogno, a prescindere dallo specifico compito al videoterminale.”
 
·ILLUMINAZIONE
L'installazione dei posti di lavoro dove si utilizzano videoterminali deve tener conto della disposizione della illuminazione naturale (finestre o altro); i sistemi di illuminazione artificiale andranno collocati in relazione all'attività prevista e in modo tale da evitare riflessi e contrasti fastidiosi.
In particolare andranno osservati i seguenti criteri:
·né davanti né dietro allo schermo video ci devono essere delle finestre, o fonti di luce artificiale non schermata;
·la direzione dello sguardo operatore - schermo deve trovarsi parallela alle finestre;
·i VDT devono essere disposti il più lontano possibile dalle finestre;
·tutte le finestre devono avere tende interne orientabili di colore neutro ad esempio veneziana;
·l'illuminazione artificiale generale deve essere schermata e disposta a file parallele alle finestre; l'illuminazione localizzata con lampade da tavolo deve permettere la regolazione dell'intensità;
·le pareti, i pavimenti, i soffitti e le porte, come il piano di lavoro, devono essere opachi e di colore chiaro neutro.
Si raccomanda un livello di illuminamento generale conforme alle indicazioni della Norma UNI EN 12464 -1: 2011
 

VALORI OTTIMALI (intensità luminosa) negli uffici *
 
Tipo di interno, compito o attività Illuminamento medio mantenuto
(Em)
IX
Indice
unificato di abbagliamento UGR (Unified Glare Rating)
UGRL
 
Indici minimi di resa del colore
RA
Archiviazione, copiatura, ecc.  300 19 80
 
Scrittura, dattilografia, lettura, elaborazione dati  
500
 
19
 
80
Disegno tecnico 750 16 80
Postazioni CAD 500 19 80
Sale conferenze e riunioni 500 19 80
Ricezione (recption) 300 22 80
archivi 200 25 80
 
 
*Norma UNI EN 12464 -1: 2004
 

 
·MICROCLIMA
Per quanto riguarda il microclima, il lavoro al videoterminale non richiede il rispetto di parametri diversi da quelli normalmente assunti per il comune lavoro d'ufficio. E' necessario che nella postazione di lavoro la velocità dell'aria sia molto ridotta, evitando la presenza di correnti d'aria provenienti da porte, finestre, bocchette di condizionamento, ventilatori, apparecchiature poste in vicinanza ecc. E' importante che l'aria non sia troppo secca per evitare possibili irritazioni degli occhi. Altrettanta precauzione andrà posta per evitare fonti di calore radiante poste nelle immediate vicinanze della postazione, quali impianti di riscaldamento ma anche finestre che possano essere colpite da irraggiamento solare diretto ecc. E' preferibile che le condizioni microclimatiche siano controllate tramite un impianto di condizionamento che assicuri situazioni di confort sia nella stagione estiva che invernale: la temperatura, nella stagione calda, non dovrebbe essere inferiore a quella esterna di oltre 7 °C; nelle altre stagioni, dovrebbe essere compresa tra 18 e 20 °C; l'umidità va mantenuta fra il 40 e il 60% nella stagione calda e fra il 40 e il 50% nelle altre stagioni; va evitata l'eccessiva secchezza dell'aria che favorisce l'irritazione delle mucose congiuntivali e dell'apparato respiratorio; la velocità dell'aria deve essere inferiore a 0,15 m/sec; il ricambio dell'aria deve garantire almeno 32 cm per persona e per ora, in assenza di fumatori.
 
·RUMORE
Nell'ambiente di lavoro dove si utilizzano videoterminali difficilmente i livelli di intensità sonora sono tali da provocare un danno all'apparato uditivo, tuttavia possono risultare fastidiosi per un'attività che può richiedere anche un'elevata concentrazione mentale e in particolare non devono disturbare l'attenzione e la comunicazione verbale. In figura sono riportate le principali fonti di rumore al posto di lavoro al VDT ed i livelli d'intensità raggiunti. Si consigliano le seguenti misure preventive:
- installare i VDT in locali poco disturbati da fonti di rumore esterno e interno;
-  scegliere strumentazione poco rumorosa (stampanti, fax, telefoni, ..);
- isolare gli strumenti rumorosi in ambienti separati o con dispositivi
   insonorizzanti;
- negli uffici "open space" può essere utile ricorrere a pannelli divisori fonoassorbenti.
 
In sede di predisposizione degli ambienti di lavoro ove ubicare postazioni munite di videoterminale occorre prevedere per quanto riguarda il rumore, la eliminazione di eventuali problemi di rumore determinati in fase di stampa dalle stampanti ad impatto procedendo alla loro segregazione o insonorizzazione (D.M. 2 ottobre 2000). Le apparecchiature di un posto di lavoro a VDT sono per loro natura sufficientemente silenziose. Le più recenti stampanti laser o a getto d'inchiostro sono silenziose (52 dBA) e pertanto soddisfano sicuramente le prescrizioni minime. Per quanto concerne le stampanti ad aghi, quelle recenti sono silenziose (alcune sono confrontabili con quelle sopra citate), ma quelle meno recenti possono produrre rumori fino a circa 70 dBA.
 
·RADIAZIONI
Va chiarito, preliminarmente, che tutti gli studi e le indagini epidemiologiche sinora svolti portano ad escludere, per i videoterminali, rischi specifici derivanti da radiazioni, ionizzanti e non ionizzanti, sia a carico dell'operatore sia della prole. In particolare, nei posti di lavoro con videoterminale le radiazioni ionizzanti si mantengono a livelli rilevabili nei comuni ambienti di vita e di lavoro. Per quanto si riferisce ai campi elettromagnetici, la presenza della marcatura CE sul videoterminale comporta che tali campi siano mantenuti al di sotto dei limiti raccomandati e riscontrabili nei comuni ambienti di vita lavorativa e domestica ove sono utilizzate apparecchiature elettriche e televisive (macchine da scrivere elettriche, fotocopiatrici, ventilatori, climatizzatori, apparecchi TV, frigorifero, aspirapolvere, asciugacapelli, frullatore ecc.).
Le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti prodotte dal videoterminale non sono "pregiudizievoli alla salute dei lavoratori" che vi sono addetti: ad una distanza di 5 cm da qualsiasi punto dalla superficie esterna dell'apparecchio, l’intensità di dose non raggiunge mai il limite di 0,5 mR/h (milliröntgen) come prescritto dal DPR n. 1428/68.
 
Le radiazioni generate dai VDT sono:
radiazioni ionizzanti
- raggi X;
radiazioni non ionizzanti N.I.R.
- radiazioni ultraviolette UV;
- radiazioni infrarosse IR;
- radiofrequenze RF (1,5 KHz - 1420 MHz);
- campi elettromagnetici a bassa frequenza VLF (15 - 25 Khz);
- campi elettromagnetici a frequenza estremamente bassa ELF (50 - 60 Hz);
- campi elettrostatici.
 
Disturbi connessi all’uso di attrezzature munite di videoterminali (VDT)
Il videoterminale (VDT) di per sé non provoca disturbi, piuttosto è un uso non corretto dello stesso a determinare l’insorgenza di un malessere localizzato. I fattori di rischio realmente presenti nelle postazioni di lavoro con videoterminale sono sostanzialmente tre:
1.l'affaticamento visivo connesso sia all'impegno degli occhi nell’accomodamento, movimento ecc., sia alle caratteristiche dello schermo, sia alle condizioni di illuminazione e microclimatiche;
2.i disturbi da posture incongrue, condizionate dagli arredi, dalla posizione assunta e dalla durata del lavoro;
3.il disagio psichico, che può essere influenzato dai contenuti della mansione (ripetitività, motivazione, ecc.), dal software, dal rumore.
Questi disturbi derivano generalmente da una inadeguata progettazione degli ambienti e delle modalità di lavoro, che possono essere prevenuti non solo con l'applicazione di principi ergonomici, ma anche con comportamenti adeguati da parte degli utilizzatori. Negli anni passati era diffusa la preoccupazione di possibili danni alla salute derivanti dalla presenza di radiazioni emesse, in particolare dai monitor, nei posti di lavoro in cui erano presenti apparati muniti di VDT, oggi è possibile riconoscere che non vi è alcun rischio dovuto alla presenza di radiazioni ionizzanti e di radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici) che si mantengono abbondantemente al di sotto dei limiti previsti.
 
Disturbi visivi  
Si manifestano sotto forma di astenopia con pesantezza, tensione, bruciore, prurito, arrossamento oculare; lacrimazione, deficit della messa a fuoco; vista annebbiata, fotofobia, frequente ammiccamento (chiudere troppo frequentemente la palpebra). Questi disturbi possono presentarsi in condizioni sfavorevoli di illuminazione con presenza di eccesso o insufficienza di illuminazione generale, riflessi da superfici lucide, luce diretta naturale o artificiale su occhi o schermo video, presenza di superfici di colore estremo: bianco o nero, scarsa definizione di caratteri sullo schermo dovuta a difetti del monitor; si presentano anche per impegno visivo ravvicinato, statico e protratto nel tempo nel caso in cui il monitor dista meno di un metro dagli occhi, i muscoli per la messa a fuoco dell’immagine e per la motilità oculare sono fortemente sollecitati. L’impegno aumenta quanto più l’oggetto è vicino e quanto più a lungo è fissato nel tempo. Influiscono sull’affaticamento visivo anche altri fattori come le posizioni di lavoro inadeguate per l’errata scelta e disposizione degli arredi, lo stress determinato da carichi di lavoro eccessivo o da debolezza fisica conseguente a malattie generali, ed infine i difetti visivi quali miopia, ipermetropia o astigmatismo non diagnosticati, o corretti in maniera inadeguata, risultano comunque sfavoriti anche in condizioni di normalità i portatori di lenti a contatto, per i quali la lacrimazione gioca un ruolo fondamentale, ed ai quali è sempre consigliabile, in aiuto alla diminuita frequenza di ammiccamento ed alla conseguente aumentata secchezza oculare, l’ausilio di lacrime artificiali in collirio. In passato questi erano i tipi di disturbi più frequenti; i monitor della generazione odierna, se inseriti in un ambiente con illuminazione adeguata, rendono trascurabili i disagi visivi.
 
Disturbi muscolo-scheletrici o posturali   
Derivano da posture scorrette assunte dall’operatore mentre svolge la propria attività. Possono dipendere dalle caratteristiche del sedile (altezza, schienale, etc.), dalle dimensioni del tavolo di lavoro, dall’esistenza o no di un poggia-piedi o di superfici di appoggio per gli avambracci, dall'altezza e dall’angolazione dello schermo, dalla conformazione della tastiera, dalla posizione del porta pagine, ma anche da una sbagliata regolazione del sedile o disposizione delle parti costituenti la postazione di lavoro. Si manifestano sottoforma di senso di peso, fastidio, dolore, intorpidimento e rigidità nei confronti di collo, schiena, spalle, braccia e mani. Essi sono spesso la conseguenza della degenerazione dei dischi della colonna vertebrale, dell'affaticamento muscolare o dell'infiammazione delle strutture tendinee. Le cause possono essere così riassunte:
·Posizioni di lavoro inadeguate per l'errata scelta e disposizione degli arredi e del VDT;
·Posizioni di lavoro fisse e mantenute per tempi prolungati anche in presenza di posti di lavoro ben strutturati;
·Movimenti rapidi e ripetitivi delle mani dovuti a digitazione o uso del mouse per lunghi periodi.
In conseguenza di tali cause si possono verificare:
Disturbi alla colonna vertebrale compaiono soprattutto perché il disco vertebrale nelle posizioni fisse è mal nutrito e invecchia precocemente. La piena funzionalità del disco è mantenuta attraverso frequenti (almeno ogni ora) cambiamenti di posizione del corpo, alzandosi da seduti (con la schiena appoggiata) e viceversa.
Dolori muscolari compaiono soprattutto perché nelle contrazioni muscolari statiche, ed esempio quando si digita a braccia non appoggiate, ai muscoli arriva meno sangue del necessario: il muscolo mal nutrito si affatica e diventa dolente. Digitando con gli avambracci appoggiati o introducendo periodi di riposo muscolare, si evita questo problema.
Disturbi alla mano e all'avambraccio compaiono soprattutto perché i nervi e i tendini dell'avambraccio e della mano, nei movimenti ripetitivi rapidi, sono sovraccaricati o compressi e possono infiammarsi. Ciò può generare dolore intenso, impaccio ai movimenti, formicolii alle dita. Questo tipo di disturbo può comparire in coloro che digitano o usano il mouse velocemente per buona parte del tempo.
Disturbi psicologici, lo stress
Lo stress lavorativo si determina quando le capacità di una persona non sono adeguate rispetto ai compiti da svolgere. Il tipo di reazione ad una data situazione dipende anche dalla personalità del soggetto: lo stesso tipo di lavoro può risultare soddisfacente, monotono o complesso in personalità diverse. I disturbi che ne derivano sono di tipo psicologico e psicosomatico e si manifestano con mal di testa, tensione nervosa, irritabilità, stanchezza eccessiva, insonnia, digestione difficile, ansia e depressione. Condizioni di stress si manifestano quando si ritiene che sia la macchina a determinare i tempi e il processo di lavoro, quando la macchina è difficile da usare, quando vi è il rischio di perdere dati, quando il lavoro è monotono e ripetitivo nelle operazioni di  inserimento dati, quando il carico di lavoro è elevato o scarso, quando la responsabilità rispetto alle capacità è eccessiva, quando le condizioni ambientali sono sfavorevoli (rumore, spazi inadeguati, affollamento).

Interfaccia elaboratore/uomo                    
I rischi per la salute di questi operatori hanno quindi una doppia origine:
·modalità di lavoro ripetitività e monotonia, durata e frequenza, caratteristiche del software;
·ambiente di lavoro includendo nel temine anche la postazione, stessa utilizzata dall'addetto.
II datore di lavoro deve tener conto che il contenuto, la complessità e il carico del lavoro corrispondano alle capacità professionali dell'utilizzatore del software; i sistemi devono fornire tutte le indicazioni all'operatore in un formato e ad un ritmo adeguato, senza dispositivi di controllo quantitativo o qualitativo. Gli operatori devono essere adeguatamente informati e formati tramite corsi specifici e aggiornati periodicamente. E' opportuno curare il contenuto dei compiti che non sia troppo monotono e ripetitivo o al contrario troppo difficile da comprendere, che il carico di lavoro non sia tale da impedire le interruzioni previste dalla norma e neppure troppo scarso. Inoltre la responsabilità derivante da un incarico non dovrebbe essere eccessiva o limitata e senza incentivi o aspettative di carriera; i rapporti conflittuali con i colleghi e con i superiori dovrebbero essere evitati allo scopo di non compromettere il benessere psicologico. Ogni 2 ore di lavoro è opportuno effettuare una pausa di 15 minuti durante la quale è opportuno riposarsi cambiando posizione e impegno visivo per effettuare azioni che consentano di sgranchirsi le braccia e la schiena e che non comportino visione ravvicinata. E' opportuno tenere comportamenti che favoriscano la visione di un'immagine lontana, stare in piedi, camminare, fare le scale a piedi, fare piccoli esercizi per la schiena, le spalle, il collo e le braccia.

Obblighi del datore di lavoro    
Il D.Lgs. n. 81/2008 all'art. 174 del Titolo VII, relativo all'uso di attrezzature munite di videoterminali, stabilisce che il datore di lavoro, all'atto della valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (art. 28, comma 1, D.Lgs. n. 81/2008), deve compiere un’analisi dei posti di lavoro al fine di determinare:
- i rischi per la vista e per gli occhi;
- i problemi legati alla postura nonché all'affaticamento fisico o mentale;
- le condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
È inoltre obbligatorio che attui l’adeguamento dei posti di lavoro occupati dai lavoratori dell’art. 173 (lavoratore che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale per 20 ore a settimana dedotte le interruzioni di cui all’art. 175),  nonché l’informazione e la formazione di questi, che programmi i vari compiti in modo che siano evitati disagi fisici e morali a chi li svolge e che fornisca a costoro gli eventuali dispositivi speciali di correzione

Obblighi del lavoratore  
Il lavoratore deve svolgere la propria attività nel rispetto delle disposizioni e delle istruzioni impartite dal datore di lavoro, ai fini della tutela propria e collettiva, nonché applicando quanto ha imparato durante il corso di formazione.
 
Interventi di prevenzione
Gli interventi di prevenzione, richiesti per gli ambienti in cui operano i lavoratori, riguardano le caratteristiche tecniche dell'attrezzatura di lavoro, del luogo in cui essa è collocata, della sua disposizione all’interno del locale, nonché l’organizzazione dell’attività lavorativa, l’impiego di eventuali dispositivi speciali di correzione e la formazione dei lavoratori. Altri interventi di prevenzione si attuano modificando temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro alle eventuali lavoratrici gestanti (in osservanza al D.Lgs. 151/2001), ma anche intercalando pause o cambiamenti di attività al lavoro di qualunque addetto al VDT, nonché riducendo ai minimi termini la ripetitività e la monotonia delle operazioni.
  
Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente; consta di accertamenti preventivi (iniziali) e periodici (controlli).
I lavoratori  prima di essere addetti alla propria attività, sono sottoposti a visita medica, affinché siano evidenziate eventuali malformazioni strutturali, nonché all’esame degli occhi e della vista; sono sottoposti anche a esami specialistici, qualora i controlli ne evidenziassero la necessità. I lavoratori che in base a questi accertamenti siano stati classificati idonei con prescrizioni e/o limitazioni e quelli che abbiano compiuto 50 anni di età sono soggetti a visite di controllo biennali; per i lavoratori idonei senza prescrizioni e non ancora cinquantenni, la periodicità delle visite di controllo è quinquennale. Le visite, periodiche o di controllo, sono esplicate con le medesime modalità; inoltre avvengono in osservanza all’art. 41 del D.Lgs. 81/2008, che assegna al medico competente l’incarico di stabilire quali siano gli esami e le indagini diagnostiche necessarie per ogni specifico lavoratore. Il lavoratore può essere sottoposto a visita medica a sua richiesta, qualora la stessa sia ritenute dal Medico Competente correlata ai rischi lavorativi o a condizioni di salute del lavoratore suscettibile di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta. La spesa per gli accertamenti sanitari e per la dotazione di dispositivi speciali di correzione in funzione dell'attività svolta è a carico del datore di lavoro.

Informazione e formazione del lavoratore
Il lavoratore deve essere informato che:
ha il diritto di interrompere lo svolgimento del proprio compito mediante pause ovvero cambiamento di attività, quando sia impegnato a usare il VDT  in modo sistematico o abituale per 20 ore a settimana dedotte le interruzioni di cui all’art. 175. Le caratteristiche delle interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva, anche aziendale ma, in assenza di una disposizione contrattuale in merito, esse sono di quindici minuti ogni centoventi di applicazione continuativa al VDT (art. 175, D.Lgs. 81/2008); è esclusa la cumulabilità delle interruzioni all’inizio e al termine dell’orario di lavoro. Inoltre, le modalità e la durata delle interruzioni possono venire stabilite temporaneamente a livello individuale, ove il medico competente ne evidenziasse la necessità;
· è a sua disposizione un referente per la soluzione di problemi connessi ad anomalie del software o delle attrezzature informatiche;
· la tastiera e il mouse si usano senza irrigidire né dita né polso e appoggiando gli avambracci sul piano di lavoro (cosicché sia alleggerita la tensione muscolare del collo e delle spalle), cercando di mantenere questi orizzontali e in modo che formino con i bracci un angolo di 70°÷ 90°;
· lo spigolo superiore dello schermo deve essere disposto sotto l’orizzontale che passa per i suoi occhi; 
· durante le pause e i cambiamenti di attività, bisogna evitare compiti che richiedano un intenso impegno visivo, come ad esempio la correzione di un testo scritto;
· occorre distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l’affaticamento della vista;
· è importante la pulizia periodica di tastiera, mouse e schermo.
Per di più occorre che gli venga assicurata, da parte del datore di lavoro, una preparazione idonea affinché:
· acquisisca una adeguata conoscenza delle apparecchiature e del software necessari per svolgere la sua attività;
· sappia regolare bene il sedile e l’inclinazione dello schermo, ma anche assumere la postura corretta e posizionare in maniera opportuna tastiera, mouse ed eventuale porta-documenti, in modo che siano limitati affaticamenti fisici e visivi ;
· conosca la disposizione migliore del VDT rispetto alle sorgenti di luce;
· riesca a integrare correttamente l’illuminazione naturale con quella artificiale, per evitare fastidiose riflessioni e abbagliamenti;
· impari inoltre, nel caso che la sua attività al videoterminale preveda posizioni fisse per tempi prolungati, gli esercizi di rilassamento che dovrà svolgere per prevenire dolenzie al collo, alla schiena, agli arti.
 
Indicazioni sugli ambienti
In sede di predisposizione degli ambienti di lavoro ove ubicare postazioni munite di videoterminale occorre prevedere:
a) “per quanto riguarda il rumore, la eliminazione di eventuali problemi di rumore determinati in fase di stampa dalle stampanti ad impatto procedendo alla loro segregazione o in sonorizzazione”;
b) “per quanto riguarda il microclima, il lavoro al videoterminale non richiede il rispetto di parametri diversi da quelli normalmente assunti per il comune lavoro d'ufficio. E' necessario che nella postazione di lavoro la velocità dell'aria sia molto ridotta, evitando la presenza di correnti d'aria provenienti da porte, finestre, bocchette di condizionamento, ventilatori, apparecchiature poste in vicinanza ecc. E' importante che l'aria non sia troppo secca per evitare possibili irritazioni degli occhi.”
Altrettanta precauzione andrà posta per evitare fonti di calore radiante poste nelle immediate vicinanze della postazione, quali impianti di riscaldamento, ma anche finestre che possano essere colpite da irraggiamento solare diretto ecc.;
c) “per quanto riguarda l'illuminazione, al fine di evitare riflessi sullo schermo, abbagliamenti dell'operatore ed eccessivi contrasti di luminosità la postazione di lavoro va correttamente orientata rispetto alle finestre presenti nell'ambiente di lavoro.”
“L'illuminazione artificiale dell'ambiente deve essere realizzata con lampade provviste di schermi ed esenti da sfarfallio, poste in modo che siano al di fuori del campo visivo degli operatori; in caso di lampade a soffitto non schermate, la linea tra l'occhio e la lampada deve formare con l'orizzonte un angolo non inferiore a 60°. Va in ogni modo evitato l'abbagliamento dell'operatore e la presenza di riflessi sullo schermo qualunque sia la loro origine”.

Indicazioni atte ad evitare l'insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici
Per la prevenzione di tale tipologia di disturbi occorre:
a) “assumere la postura corretta di fronte al video, con piedi ben poggiati al pavimento e schiena poggiata allo schienale della sedia nel tratto lombare, regolando allo scopo l'altezza della sedia e l'inclinazione dello schienale”;
b) “posizionare lo schermo del video di fronte in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po' più in basso dell'orizzontale che passa per gli occhi dell'operatore e ad una distanza dagli occhi pari a circa 50-70 cm.”;
c) “disporre la tastiera davanti allo schermo, salvo che lo schermo non sia utilizzato in maniera saltuaria, e il mouse, od eventuali altri dispositivi di uso frequente, sullo stesso piano della tastiera ed in modo che siano facilmente raggiungibili”;
d) “eseguire la digitazione e utilizzare il mouse evitando irrigidimenti delle dita e del polso, curando di tenere gli avambracci appoggiati sul piano di lavoro in modo da alleggerire la tensione dei muscoli del collo e delle spalle”;
e) “evitare, per quanto possibile, posizioni di lavoro fisse per tempi prolungati. Nel caso ciò fosse inevitabile si raccomanda la pratica di frequenti esercizi di rilassamento (collo, schiena, arti superiori ed inferiori).”
Gli esercizi eseguiti in condizioni di assenza di dolore nelle regioni interessate possono essere così schematizzati:
·Innanzitutto acquisire una buona posizione di partenza per gli esercizi, da seduto: rilasciare tutta la colonna, come nella fig. 1 e poi raddrizzare lentamente inarcando il più possibile la schiena, come nella fig. 2; ripetere per 5 volte. La posizione migliore per gli esercizi che seguono è quella della fig. n.2. 
 
·Stirare i muscoli del collo: mettersi in questa posizione, intrecciare le dita sulla testa e tirare lentamente il capo in basso: compiere alcuni atti respiratori, lasciando uscire a fondo l'aria. Ripetere più volte, fino a sentir calare la tensione dietro la nuca.

·Piegare il collo da un lato continuando a guardare diritto davanti a se (non alzate la spalla). L'esercizio è più efficace se ci si aiuta con la mano (vedi figura). Compiere alcuni atti respiratori, rilasciando l'altra spalla.

·Mobilitazione del collo: ritrarre il mento continuando a guardare diritto davanti a se; compiere alcuni atti respiratori, poi ritornare nella posizione di partenza. Ci si può aiutare guidando il mento con la mano.

·Mobilizzazione delle spalle: allargare le braccia e descrivere 10 piccoli cerchi con le mani, in entrambe le direzioni. Portare le braccia in alto e fare altri 10 piccoli cerchi, sempre in entrambe le direzioni.
 
·Alzarsi in piedi, allargare un po' le gambe. Sollevare le spalle, contare fino a 10, poi rilassarle. Portarle in basso, contare fino a 10, poi rilassarle. Ripetere 5 volte.

·Portare indietro le spalle, contare fino a 10 poi rilassarle; portarle in avanti, contare fino a 10, poi rilassarle. Ripetere 5 volte.

Indicazioni atte ad evitare l'insorgenza di problemi visivi
A tale scopo si dovrà:
a) “illuminare correttamente il posto di lavoro, possibilmente con luce naturale, mediante la regolazione di tende o veneziane (comunque di materiale ignifugo), ovvero con illuminazione artificiale. Le condizioni di maggiore comfort visivo sono raggiunte con illuminamenti non eccessivi e con fonti luminose poste al di fuori del campo visivo e che non si discostino, per intensità, in misura rilevante da quelle degli oggetti e superfici presenti nelle immediate vicinanze, in modo da evitare contrasti eccessivi”;
b) “orientare ed inclinare lo schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie”;
c) “assumere la postura corretta di fronte al video in modo tale che la distanza occhi-schermo sia pari a circa 50-70 cm”;
d) “disporre il porta-documenti, se presente, alla stessa altezza e distanza dagli occhi, dello schermo, ricorrendo ai meccanismi di regolazione”;
e) “distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l'affaticamento visivo”;
f) “durante le pause ed i cambiamenti di attività previsti, e' opportuno non dedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegno visivo, come ad esempio la correzione di un testo scritto”;
g) “cura della pulizia periodica di tastiera, mouse e schermo”;
h) “si raccomanda l'utilizzo di eventuali mezzi di correzione della vista se prescritti.”

Indicazioni atte ad evitare disturbi da affaticamento mentale
Nel lavoro al videoterminale e' possibile riscontrare una certa difficoltà degli operatori a seguire adeguatamente il continuo aggiornamento dei software. L'attività al videoterminale richiede pertanto che essa sia preceduta da un adeguato periodo di formazione all'uso dei programmi e procedure informatiche.
 
E' utile, al riguardo:
a) seguire le indicazioni e la formazione ricevuti per l'uso dei programmi e delle procedure informatiche;
b) disporre di tempo sufficiente per acquisire le necessarie competenze ed abilità;
c) rispettare la corretta distribuzione delle pause;
d) utilizzare software per il quale si e' avuta l'informazione necessaria, ovvero facile da usare;
e) in caso di anomalie del software e delle attrezzature, e' bene che l'operatore sappia di poter disporre di un referente per la soluzione del problema.
Infine, si ricorda che la conoscenza del contesto in cui si colloca il risultato del lavoro al videoterminale, e' un elemento utile per l'attenuazione di uno dei possibili fattori di affaticamento mentale.


 
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